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“CAIRO VATTENE… LO STRISCIONE…

…liso, sdrucito, quel “povero” striscione, perché di “…. vattene” dall’inizio degli anni ottanta ad oggi se ne sono letti tanti, praticamente senza esclusione tra quanti hanno assunto la proprietà granata, con l’aggiunta anche di qualche allenatore…

… al povero Pianelli, il …. vattene fu solo una piccola parte della contestazione, perché insulti e sputi fecero la parte del leone, a lui che nei primi anni sessanta aveva di fatto salvato un Torino allo sbando, dove i Comitati di Gestione si alternavano con triumvirati che, se lo mantenevano a galla, era solo perché i tempi erano allora ben diversi
…e quell’altro galantuomo di Sergio Rossi? Una delle persone più ricche d’Italia si ritrovò alla testa del Torino, ed insieme alla ricchezza, Rossi aveva capacità, oculatezza, signorilità, certo, non sempre era allo stadio, ma chi se ne frega? Però a qualcuno non stava bene la cosa, o ben più realisticamente quel “qualcuno” voleva il Toro, voleva comandare, e con Rossi la cosa non era possibile; inoltre il Presidente aveva capito quale pericolosa deriva stava prendendo il calcio, seguendo le pessime abitudini instaurate dal Cavaliere che, insieme al Milan, aveva deciso di “prendersi” tutto il pallone italico, cosa riuscitagli sino a quando …. anche lui è stato ricoperto di insulti e pernacchi perché non VINCEVA PIU’…
…anche per Rossi ci furono striscioni, insulti, qualche schiaffo e persino alcune pietre, di cui ben conosco i fatti, dato che a guidare l’auto in quell’occasione c’era mio cugino!!!

Dopo Rossi, Mario Gerbi, ma soprattutto chi aveva “decretato” la fine di Rossi: il cavalier De Finis, amministrato delegato di un Toro che in due anni passò dall’Europa alla B, grazie a questo signorotto ed alle sue smanie, che condussero anche il suo smisurato ego, la sua fama di potere, sullo striscione della vergogna …. e non solo ….
…. poi un altro bel “galantuomo”, l’ingegner Gian Mauro Borsano, quello che “ci ha fatto godere” e PURE FALLIRE, che ha costruito un Toro bellissimo, ma poi se lo è venduto, con operazioni che hanno dato origine persino a dei processi, e con il denaro finito …. non certo nelle casse del Toro… come i soldi dell’IPIFIM, della GIMA, di AIAZZONE…

…come i soldi di un altra compravendita “fittizia”, ovvero dall’ingegnere al notaio canterino, al secolo Roberto Goveani, null’altro che una protuberanza del primo, che nel giro di due stagioni consegnò i libri contabili al Curatore Fallimentare, povero Toro …. ma qui CHI intonava parole come DIGNITA’, STORIA, VERGOGNA?…
…quindi fu la volta dello “sceriffo” Calleri, uno che di calcio ne masticava non poco, ma che si annoiò presto, preferendo masticare l’immancabile sigaro, ma ancor di più qualche bella gnocca, disinteressandosi via via del Torello, sempre più mucca e sempre meno … ello…

fino all’arrivo dei “leones” genovesi, quattro moschettieri cui Calleri vendette un Toro che vantava in Lega un credito di otto miliardi, che LORO in due anni e mezzo (mal contati) riuscirono a trasformare in un passivo di venti!!! alla faccia di quel signore che pochi mesi fa scrisse su un forum “non li hanno lasciati lavorare ….” pensa se succedeva, si mangiavano anche l’erba dello stadio, altro che il Toro…

…. ed a quel punto …. spunta una cordata (e mica la prima), quelle che tanto piacciono perché formate da personaggi facoltosi, con i soldi che scappano dalle tasche pronti ad entrare nelle casse di qualche Società che ha trangugiato anche la solita “canna del gas”; oh, i nomi si sprecano, e più se ne fanno e più sono altisonanti, con gli immancabili FERRERO, LAVAZZA, che MAI si sono sognati di sponsorizzare altro che EVENTI, a livello mondiale certo, ma SOLO E SOLAMENTE EVENTI, al di sopra del tifo, e ve lo dice uno che alla Lavazza ci è entrato e con la famiglia ha intrattenuto rapporti di lavoro (non ci credete? pazienza, non è un problema mio) e che (nel 2003, quando si parlava di un acquisto del Toro di Cimminelli) si sentì chiedere dall’allora Direttore Commerciale del Gruppo: “ma lei che li conosce, pensa che i signori Lavazza possano comperare il Torino, per poi, alla seconda sconfitta, farsi insultare come dei delinquenti?”, la mia faccia, prima ancora della mia risposta, diceva tutto e suscitò una risata che non era dispregiativa, tutt’altro…

…. torniamo a noi ed alla nostra cordata, che uno dopo l’altro perde fili a iosa, fino a che ne rimane uno solo: Francesco Cimminelli, titolare di un Gruppo di livello e diffusione mondiale, con un fatturato da capogiro ma anche una certa “vena” bianconera, anche se i soldi li ha spesi davvero per il Toro, magari male (soprattutto grazie al grande Sandro Mazzola ed alla sua cricca di amici…), e che proprio attraverso il Toro (fatto fallire di proposito), finì per DOVER CEDERE LA PROPRIA AZIENDA PER LA SOMMA DI 1-

UNO-1 EURO …. a chi? andatevi a leggere la storia…
e il Toro? Arrivano i lodisti a passo di carica … animati da bellissime intenzioni, purtroppo non accompagnate dal medesimo quantitativo di DENARO …. tanto che intervenne il sindaco di Torino, Chiamparino, tifoso granata e che (forse) qualcosa da rimproverarsi circa il fallimento lo aveva (e sottolineo il forse), o che magari non voleva ritrovarsi ad aver a che fare solo e solamente con CASA REALE…

…sta di fatto che, prima favorì l’iscrizione della squadra al Campionato di Serie B, con la sponsorizzazione della Società delle Acque Municipali, poi contattando Urbano Cairo che, in una famosa (quanto da qualcuno dimenticata … quando fa comodo…) conferenza stampa al Bar Norman, dove nel 1906 il Toro era nato, nel corso della quale spuntò tal ….Luca GIOVANNONE, da Ceccano, boss delle cliniche (o così si diceva e che poco dopo divenne … giocatore di poker…), uno che girava in Ferrari, aveva tentato di diventare sindaco e, pare, vantasse contatti politici di alto loco e con il Presidente laziale Lotito…
…così mentre Cairo sembrava divenire proprietario del Toro, spuntò fuori una bella scrittura privata, dove un triumviro dei plenipotenziari dirigenti aveva ceduto a Giovannone la titolarità della Società granata!!!…

…. e anche qui mi si può non credere, ma basta andarsi a riprendere gli articoli di quei giorni dei quotidiani torinesi e non, così leggerete da altri i fatti … dimenticati da allora in poi, perché altrimenti certi personaggini come farebbero ancora a metterci il becco, sputando sentenze?…
…. e lo striscione? A già, me lo ero dimenticato, ma non perché non fosse più stato utilizzato, anzi, era così sporco e consunto dall’uso che quasi quasi bisognava sostituirlo, non prima però, gennaio 2006, di aggiungere anche mister De Biasi tra i suoi “fruitori”, dato che il rinato Toro, dopo un’ottimo girone d’andata, perdeva qualche colpo e la promozione pareva allontanarsi una settimana dopo l’altra…

…il miracolo però avvenne … anche se durò poco ed anche se una nuova serie di “Cairo vattene” tornò spesso di moda, quasi sempre seguito (ma chissà come mai?…) da qualche FACOLTOSO PRETENDENTE, che spuntava su questo e quel (serio) giornale, come Mister X o SALVATORE DEL POPOLO GRANATA ….
…fino a quando la verità veniva a galla e … cucù marameo Toro…
… il resto? Alla prossima puntata magari con le CIUCCARELLIADI … ahahahahahahah.
E ri ad maiora.

Il Direttore Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

scrivi a: direttore.costantinieditore@gmail.com

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