IGNAZIO VISCO GOVERNATORE BANCA D'ITALIA GIANCARLO GIORGETTI MINISTRO DELL'ECONOMIA

I mercati mondiali sono stati influenzati dalle proteste contro gli eccessi delle restrizioni anti-Covid in Cina. I riflessi sono stati negativi sulle borse mondiali. Quella di Hong Kong aveva aperto in calo del -4%, per poi chiudere a -1,57%. L’indice Hang Seng a novembre aveva visto soprattutto nella prima settimana un forte recupero, sulle aspettative di un allentamento dei lockdown. Il bilancio del mese è ancora di un +17%, da inizio anno il calo è del 26%. La borsa di Milano, per confronto, da inizio anno scende solo del 10%.

Queste tensioni in Cina contribuiscono ad appesantire anche i mercati europei: il Ftse Mib di Milano ha chiuso con un calo dell’1,12%. Sono scese anche le altre borse europee: Londra -0,16%, Francoforte -1,06%, Parigi -0,70%. Negli Stati Uniti -0,8% sia per l’indice Dow Jones sia per il Nasdaq dei titoli tecnologici.

Tra gli effetti dei timori per una frenata cinese c’è il calo del petrolio: il Brent è scambiato a 82,95 dollari al barile (-1%, in ripresa dai minimi di giornata). Due settimane fa era il prezzo era di 96 dollari. Stabile, dopo il calo di metà giornata, il gas: il future di dicembre è scambiato a 122,7 euro al megawattora, -1,3% rispetto a venerdì.

A Piazza Affari maggiori rialzi per Iveco Group (+1,47%), maggiori ribassi per Tenaris (2,72%), Saipem (3,32%) ed Eni (-1,96%), tutti e tre del comparto energia. Tra i titoli in evidenza Tim: nel fine settimana indiscrezioni di stampa hanno sottolineato come il nuovo governo intenda frenare sul progetto originario, che prevede l’acquisto da parte della cordata guidata da Cdp della rete di Tim per arrivare una combinazione con Open Fiber. Il 30 novembre scade il termine per formulare l’offerta.

Oggi ha parlato la presidente della Bce Christine Lagarde. Ha sottolineato come l’inflazione nell’Eurozona non abbia ancora raggiunto l’apice e che il rischio è che cresca anche oltre quanto previsto oggi. La reazione si è vista soprattutto sul rendimento del Btp italiano decennale, +6 punti base, a quota 3,91%; lo spread Btp/Bund sale a 192 punti base (+4 punti base).

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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