Il Brasile ha un presidente di estrema destra. Jair Bolsonaro, candidato del Partito Social Liberale (Psl) ha vinto il ballottaggio con il 55,42% dei voti contro il progressista Fernando Haddad, candidato del Partito dei Lavoratori (Pt), che ha raccolto il 44,58%. Tra i due circa 11 milioni di voti di differenza.

“Cambieremo insieme il destino del Brasile. Vi offriremo un governo degno, che lavorerà per tutti i brasiliani, lavoreremo per trasformare il Brasile in un Paese democratico. Difenderò la costituzione, la democrazia e la libertà. Questa non è la promessa di un partito, né la parola di un uomo: è un giuramento davanti a Dio”. Queste le prime parole di Bolsonaro, mentre a sua volta Haddad, l’erede politico di Lula, ha assicurato che difenderà la libertà degli oppositori.
Nelle ultime due settimane Haddad era cresciuto, ma le rilevazioni sulle intenzioni di voto sabato gli attribuivano un consenso oscillante tra il 46% e il 43%. Bolsonaro, 63enne ex ufficiale dei paracadutisti, guiderà la quarta democrazia più grande del mondo verso una piena liberalizzazione in economia in un Paese che conta almeno 14 milioni di poveri. Un voto che segna una svolta epocale nel più grande paese dell’America latina. Candidato del Partito social liberale (PSL), ex militare riservista nostalgico degli anni di piombo della dittatura (1964-1985), Bolsonaro lo scorso 6 settembre è stato gravemente ferito da un sostenitore del Pt che lo ha accoltellato in pieno comizio elettorale. Bolsonaro ha rifiutato il confronto diretto con l’avversario. Così durante la campagna elettorale tra i due turni il braccio di ferro si è soprattutto concentrato sulla rete. Il nuovo presidente è anche finito al centro di un’inchiesta per fake news: alcune aziende avrebbero finanziato l’invio massiccio e illegale di messaggi elettorali e fake news attraverso social network e whatsapp, con l’utilizzo di numeri presi illegittimamente dagli archivi aziendali.
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha affermato che, dopo la vittoria di Jair Bolsonaro alle presidenziali brasiliane, chiederà l’estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia per terrorismo e rifugiato in Brasile dopo molti anni in Francia. Già alla vigilia del ballottaggio brasiliano, Salvini aveva annunciato la mossa.

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