ESTERNO BOLOGNA PALAZZO D'ACCURSIO SEDE COMUNE DI BOLOGNA MUNICIPIO
Bologna, 23 giugno 2024
Senti, senti:  – A seguito delle minacce che hanno raggiunto l’Assessore ai Lavori Pubblici di Bologna, Simone Borsari, e altri suoi colleghi, dopo gli scontri avvenuti presso le scuole medie Besta e nel parco Don Bosco, in cui sono stati tagliati senza riguardo alcuni alberi e dove è stato aperto un cantiere finalizzato alla realizzazione della prima linea rossa del tram e di una pista ciclabile parallela, la Prefettura bolognese ha ritenuto quale prima forma di protezione, di garantire gli interessati con l’applicazione di una vigilanza sia sotto la loro casa sia in Comune e non si esclude una eventuale scorta.
Il Prefetto Attilio Visconti, in un comunicato al Corriere di Bologna, ha tenuto a sottolineare: “Non sottovalutiamo nulla, tutto ciò che allarma gli amministratori richiede il nostro intervento con misure più o meno stringenti. Approfondiremo l’entità e la gravità delle minacce al prossimo comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Stiamo seguendo l’evoluzione di questa protesta fin dall’inizio e siamo in stretta sintonia con il sindaco e il questore. Per il momento abbiamo adottato le misure richieste dall’entità del rischio, ma siamo pronti a rimodularle: valuteremo se sono sufficienti o se vanno aumentate“.
Niente da ridire sul fatto ma emerge un dettaglio: se si tratta di “pubblici funzionari” scattano “tutela, protezione, scorta” nell’immediatezza – è stato toccato il sistema – se invece a subire una minaccia di morte è una “donna” vittima e/o preda di un uomo necessita tutta una burocrazia cartacea alle quale segue ben poco o nulla e difficilmente riscontriamo che le venga assegnata una vera protezione. Il motivo? I soliti due pesi e due misure? E poi ci fanno credere che la legge è uguale per tutti.
A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto ImagoEconomica 
Editorialista Pier Luigi Cignoli

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