PONTIDA 2019 STRISCIONE BIBBIANO

Separazioni, adozioni, da Bibbiano e dintorni (\che non sempre vengono a galla)… quanti bambini maltrattati per la “cattiveria” (e l’avidità) dei grandi.

Quando si fa del male ai bambini, la brutalità e totale mancanza di empatia risalta per contrasto. E lo sdegno, il grido di dolore diventa infinito e sale sino a Dio. Assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi. A Bibbiano c’era proprio di tutto. Secondo gli atti della Procura, ai bambini veniva inflitto una sorta di lavaggio del cervello affinché raccontassero di abusi mai avvenuti. Relazioni dei servizi sociali falsate, minorenni brutalmente tolti alle famiglie naturali e riaffidati: un business da migliaia di euro sulla pelle di piccoli innocenti.

Il metodo ricorda davvero quelli usati nei lager nazisti: una sorta di macchina dei ricordi, con impulsi elettromagnetici applicati su mani e piedi dei bimbi, per alterare lo stato della loro memoria in occasione dei colloqui e nascondere la violenza e la sopraffazione. Regali e lettere dei genitori naturali nascosti in un magazzino, disegni dei bambini contraffatti per descrivere molestie mai subite in famiglia. Il tutto per sottrarre bambini a famiglie disagiate o in difficoltà, per assegnarli ad amici e conoscenti. Un giro di migliaia di Euro.

Ma quello che è stato scoperto in questo paesino del reggiano rappresenta soltanto la punta dell’iceberg. Certo è che con Bibbiano ed il suo orrore è davvero giunto il momento di fare chiarezza. Una volta per tutte. Manca una complessiva visione del fenomeno, che ha, comunque, proporzioni gigantesche. Il tutto non solo per la perversione malata di alcuni (pochissimi), che dovrebbero essere allontanati per sempre dalla società in attesa di essere affidati a cure psichiatriche, ma dalla semplice avidità per i solidi. E forse è questo quello che più spaventa e sconcerta. Si spezzano famiglie, si creano dolori e
sofferenze indicibili solo per il dio denaro. Una malvagità che si sottrae al pensiero e ad ogni possibile forma di comprensione perpetrata per la villa al mare, l’auto di lusso, il vestito di marca.

I numeri di affidamento, nessuno li conosce e già questo, di per sé stesso, la dice lunga: non esiste neanche un elenco ufficiale che raccolga tutti i casi di affido in Italia. Anche il numero dei bambini che vivono al di fuori della propria famiglia in Italia sembra rivelare un’inquietante anomalia, se confrontato con altri Paesi europei. Secondo un’indagine pubblicata da Panorama nel 2013, in Italia erano «circa 39 mila i bambini tolti alle loro famiglie dai Tribunali dei minori», mentre in Germania e in Francia, sebbene abbiano entrambe una popolazione superiore rispetto all’Italia, «il dato degli affidi si ferma rispettivamente a 8 mila e a 7 mila e 700».

Solo alcune professioni possono, con un certo grado approssimazione, comprendere la reale portata di questo fenomeno.
Fra questi ci siamo noi Avvocati. Emblematica la testimonianza rilasciata nel 2018 dall’avvocato Francesco Morcavallo, che è stato peraltro giudice presso il Tribunale dei minorenni di Bologna: «La prassi diffusa è quella di allontanare i bambini solo sulla base di semplici segnalazioni, anche senza precise motivazioni verificate». L’avvocato Carlo Priolo – che si occupa da anni di difendere genitori che hanno subito abusi simili a quelli emersi a Bibbiano – ha dichiarato senza mezzi termini: «Questa finestra che si è aperta a Bibbiano ha fatto un miracolo. I soggetti istituzionali, i nostri parlamentari sapevano tutto, perché da vent’anni vengono informati dai cittadini di tutto questo. Oggi hanno tutti ripreso la parola, e adesso tutti quanti ne parlano; meno male: parlatene». L’allontanamento dei bambini dalla propria famiglia di origine dovrebbe essere una misura estrema, motivata da ragioni estremamente serie.

Nella maggior parte delle volte tali ragioni non esistono, oppure sono, diciamo, così, discutibili.
Persino un “atteggiamento troppo amorevole” viene addotto spesso come motivazione. Oppure, come è capitato al sottoscritto durante assistenze a donne in difficoltà, per un atteggiamento di “alta conflittualità madre – figlia”.
Oltre all’errata e condannabile condotta dei singoli, sono quindi le regole di affidamento, con i loro servizi sociali e codazzo di psicologi, educatori, assistenti sociali, che spesso si rivelano sbagliate e sui quali occorre una profonda opera rinnovatrice.

L’avvocato ha concluso il suo discorso spiegando cosa stanno facendo, lui insieme ad un piccolo gruppo di persone che lavora in questo senso, per contrastare questo fenomeno: «Abbiamo intrapreso una strada diversa dalla protesta, dalla manifestazione pubblica. Noi chiamiamo i magistrati, i magistrati corretti, onesti e responsabili e facciamo le denunce; e denunciamo intanto i
sindaci per interrompere il flusso del denaro, perché il flusso del denaro consente che il sistema rimanga immobile».

Ma vi è di più.
Non basta solo il flusso di denaro, a tentare persone senza scrupoli che infangano le istituzioni, chi, onestamente, all’interno dei Tribunali, fa ogni giorno il proprio dovere, i veri professionisti psicologi, assistenti sociali e educatori, che costituiscono comunque la maggioranza. Non è vero, infatti, che tutti gli educatori siano imbecilli, che tutti gli assistenti sociali streghe cattive, che tutti gli avvocati siano inetti nel difendere le posizioni delle famiglie più deboli e bisognose di assistenza. Dietro ai terribili abusi, ai bambini forzatamente strappati dalle braccia delle proprie mamme, alle disinvolte assistenti sociali che si ostinano a trovare, in una famiglia, qualcosa che non va, si nasconde una pericolosa ideologia, che fa da struttura portante e che muove i fili del business e e delle associazioni.

Si tratta di quella ideologia che ritiene che per il bene del bambino debbano essere spezzati i legami
di sangue con la famiglia di origine e che un bambino possa stare bene sempre e solo nel “migliore dei mondi possibili”.
E com’è fatta questa comunità del “Sol dell’avvenire”? Un po’ radical chic, soprattutto se qualcuno osa metterci il naso, sempre in stato di pre – allerta rivoluzionaria, autocelebrativa e distruttrice di ogni cosa che sa di tradizione e di famiglia di origine.

A cura di Avv. Costantino Larocca – Foto Imagoeconomica

Contatta Costantino per richieste legali: [email protected] / 338.7578408

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