Nel 1946 fonda a Napoli l’Istituto Italiano di Studi Storici. La sua opera integerrima ha in un breve periodo influenzato tutte le correnti filosofiche e storiche italiane ed europee del secolo XX. Tra le sue opere ricordiamo “L’Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale”, “La storia come pensiero e come azione”, “Teoria e storia della storiografia”.

Benedetto Croce nacque il 25 febbraio 1866 a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila e dopo la scomparsa improvvisa dei genitori a causa del terremoto della Casamicciola del 1883, fu affidato alla tutela del cugino Silvio Spaventa, nella cui residenza romana conobbe molti politici ed intellettuali dell’epoca. Frequentò la Facoltà di giurisprudenza all’Università di Napoli, ma si appassionò contemporaneamente alla filosofia, sviluppando una posizione liberale che lo portò ad ottenere molti consensi tra i giovani.

Nel 1903 uscì il primo numero de La critica, rivista di filosofia e letteratura pubblicata in collaborazione con l’amico Giovanni Gentile. Nel 1910 fu nominato senatore e nel 1921 divenne Ministro della Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Giolitti. La scuola, gli studenti si riconobbero nella sua filosofia fino al punto di creare una corrente di pensiero democratico anche dopo la sua morte, ancora oggi esistono dei movimenti universitari che sposano il suo pensiero e alcuni atenei sono a lui dedicati.

Dopo un appoggio iniziale al partito fascista per averne un minimo di conoscenza, se ne distaccò in seguito all’omicidio Matteotti. Croce divenne poi gradualmente uno dei simboli del dissenso al regime, redigendo il Manifesto degli intellettuali antifascisti e prendendo fermamente posizione contro le leggi razziali.
A seguito della caduta di Benito Mussolini, il filosofo abruzzese partecipò attivamente alla vita politica in qualità di presidente del Partito Liberale Italiano.

Benedetto Croce morì a Napoli il 20 novembre 1952.

Disse: “Fino a diciotto anni tutti scrivono poesie; dopo, possono continuare a farlo solo due categorie di persone: i poeti e i cretini.”

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ap

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui