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BEIRUT IN LUTTO SOTTO LE MACERIE

Sono oltre 135 i morti e più di 5.000 i feriti per le esplosioni avvenute ieri nel porto di Beirut, in Libano, e causate da circa 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio presenti in un deposito. E’ quanto ha riferito oggi la Croce rossa, citata dal sito libanese Daily Star. Ma il bilancio potrebbe essere più pesante, avvertono le autorità: secondo il governatore della città, Marwan Abboud, citato dai media, i dispersi sono più di 100.

Tre giorni di lutto nazionale
Ieri il presidente libanese Michel Aoun ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale al termine della riunione del Consiglio di difesa, durante il quale il premier Hassan Diab ha definito “inaccettabile che un carico di nitrato di ammonio, stimato in 2.750 tonnellate, sia stato presente per sei anni in un deposito, senza misure di precauzione”. Le esplosioni avvenute ieri sera sono state registrate dai sismografi come un terremoto di magnitudo 3.3, secondo i dati del servizio geologico statunitense Usgs. La magnitudo riportata non è comunque direttamente paragonabile a un sisma di dimensioni simili, essendo l’esplosione libanese avvenuta in superficie (al contrario di un’onda sismica). Oggi a Beirut, una riunione del gabinetto d’emergenza.

Ufficiali autorità portuale Beirut agli arresti domiciliari
​Il Libano ha posto tutti gli ufficiali dell’autorità portuale di Beirut agli arresti domiciliari in attesa di un’indagine sull’esplosione di ieri. La decisione è stata presa durante una riunione d’emergenza del governo. L’esercito libanese, riferisce la Bbc, supervisionerà gli arresti domiciliari mentre le indagini saranno in corso.Il capo della dogana Badri Daher ha dichiarato a LBCI TV che la sua agenzia aveva ripetutamente chiesto che il nitrato di ammonio venisse rimosso dal porto, ma “ciò non è accaduto”: “lasciamo agli esperti determinarne i motivi”, ha aggiunto.

Governatore Beirut: 3-5 miliardi di danni e oltre 300mila persone senza casa
Oltre 300mila persone sono rimaste senza casa a seguito delle esplosioni di ieri al porto di Beirut. Lo ha detto il governatore della città, Marwan Abboud, precisando che, secondo una prima stima, i danni materiali ammontano a oltre tre miliardi di dollari. Lo scoppio ha causato gravi danni in circa la metà del territorio cittadino. I soccorritori sono al lavoro per fornire rifugi, cibo e acqua ai sopravvissuti. Tra le vittime si contano anche 10 vigili del fuoco, ha aggiunto Abboud. Il sindaco della città, Jamal Itani, ha riferito che è attivato un numero verde e le autorità lavoreranno per aiutare gli abitanti che hanno perso l’abitazione.

Quando Nasrallah profetizzava attacco a magazzini nitrato di Haifa
Sono parole profetiche, ma al contrario, quelle pronunciate da Hassan Nasrallah nel 2016 e che oggi vengono ricordate. Il leader del partito sciita libanese di Hezbollah spiegava gli ipotetici effetti di un attacco delle sue milizie al porto israeliano di Haifa. “La bomba atomica di cui parlo è quando un paio dei nostri missili colpiscono i magazzini di ammonio del porto di Haifa e questo produrrà lo stesso effetto di una bomba atomica”, spiegava. “Quando i missili colpiranno i magazzini, in un’area con 800mila persone, i morti saranno decine di migliaia”, concludeva Nasrallah. Tra le ipotesi che si tracciano, come rivelato da fonti di intelligence occidentali consultate dall’Adnkronos, c’è anche quella che il magazzino esploso ieri a Beirut celasse un deposito di armi delle milizie sciite libanesi.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Getty Images

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