Bonucci al Milan? Ma davvero? Che botto ragazzi e che botta per chi fino a ieri ….
E sì, certamente non si può dire che un trasferimento del genere (aspettiamo l’ufficializzazione) non sia di quelli che squassano, anche se, al di là delle solite smentite che abbiamo sentito per mesi da casa di Madama, che dovesse succedere qualcosa era nell’aria e non da qualche giorno.
Quando tutto sia iniziato poco importa, così come ancor meno importano le mille dichiarazioni a smentire problemi che i fatti acclarano, perché davvero la Juve cederebbe il difensore romano se nulla fosse successo, e non solo a Cardiff?

Lo strano sta semmai nel dove e per quanto il difensore volerà lasciando i possedimenti bianconeri, perché dopo le (presunte) offerte mega milionarie piovute da oltre Manica, Leonardo nostro se ne va a cento chilometri da Torino e per un terzo in meno delle cifre comparse sui media? Che alla Juve abbiano le calcolatrici hackerate?
Sarà pur vero che a Milano sono arrivati i cinesi, ma il mandarino non è ancora diventata la lingua ufficiale rossonerazzurra e quindi il buon Bonucci non dovrà neppure mettersi a studiare l’inglese, ed i soldi sono sempre i “poveri” euro, che però sono così tanti che la difficoltà maggiore non è riconoscerli ma …. Contarli tutti!
Non sono un giornalista da forum e da social, quindi nulla so delle reazioni dei tifosi bianconeri, ma posso immaginare come si resti male quando ti senti “tradito” da chi avevi eletto a “UNO DI NOI”, da chi credevi rappresentasse maglia e colori, storia e tradizione e invece ….
Invece capita che l’allenatore resta e certi nodi debbano essere districati, perché la cosa peggiore sono convivenze forzate pronte ad esplodere con ancor maggiore fragore di quanto già successo, e questo alla Juve lo sanno bene; semmai quello che stupisce è che anche in casa bianconera si ceda al volere altrui e non a quello di chi è sempre stato abituato a fare il bello e cattivo tempo, ma il calcio è proprio tanto cambiato e persino ai “padroni” tocca adeguarsi.

Bonucci dopo Dani Alves ed il prossimo chi sarà? Perché credere che sia tutto finito e non ci siano altri mugugnanti in partenza potrebbe essere piuttosto distante da quello che invece succede nella realtà, ma c’è tempo, non è quello che manca ed in molti tra gli addetti ai lavori sono convinti ne vedremo delle belle.
D’altra parte perché trattenere chi è scontento e, ancor peggio, rischiare che lo spogliatoio diventi una polveriera, specie quando i personaggi coinvolti non sono certo ragazzotti alle prime armi, ma elementi dotati di spiccata personalità? Perché si tratta di campioni difficilmente sostituibili?
Ogni medaglia ha due facce e bisogna sceglierne una, anche a costo di andare in contro a delle difficoltà, valutando se è meglio sostituire un campione o tenerselo immusonito, controvoglia e pronto a creare problemi ben maggiori (in campo e fuori) di quelli tecnici, in campo, certamente più gestibili.

Bonucci “sembrava” juventino fino al midollo, ma i fatti di questi minuti dicono di un’altra realtà, e bisogna prenderne atto, come bisogna prendere atto che le maglie baciate o certe dichiarazioni sono meno vere di quelle parate “plastiche” fatte a beneficio dei fotografi; qualcuno si stupirà e griderà al tradimento, ma non sarebbe ora di svegliarsi e scendere dalla cima di quello scalone in cui qualcuno pensa di essere?

Sembra di essere al tiro al piattello e si può insultare o quant’altro, ma il fucile è quello che spara ed il piattello quello sparato; nel caso, se Bonucci è il fucile (e che parte potrebbe avere?), a chi tocca fare il piattello?

Il Direttore Responsabile Maurizio Vigliani

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