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AUTUNNO DIFFICILE

Spagna, Francia e Gran Bretagna stanno registrando un forte aumento dei casi di Covid, ma anche in Italia i numeri sono in crescita. Solo oggi si sono superati i 4.500 contagi.

Il nostro Paese, è stato, a più riprese elogiato per aver arginato la pandemia.
Autunno difficile! Tutti al lavoro per prevenire la seconda ondata di contagi.
Abbiamo imparato a convivere con la minaccia Covid e, ora, con più precauzioni, vedi l’uso della mascherina anche all’aperto, ci si prepara ad affrontare i mesi definiti per antonomasia dell’influenza.

Se in Francia e in Spagna i numeri dei contagi fanno paura, in Italia restano più bassi, ma sono aumentati in modo deciso in pochissimo tempo. L’Italia ha ricevuto gli elogi dell’organizzazione Mondiale della sanità e della stampa Internazionale, per avere finora fermato una seconda ondata della pandemia: merito del lockdown in primavera, più rigoroso che in altri paesi, di un tracciamento dei contagi serio e di regioni come l’Emilia- Romagna e il Veneto, dove si sono fatti e si continuano a fare migliaia di tamponi al giorno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che l’Europa vedrà un crescere del numero dei morti di Covid tra ottobre e novembre, poichè i casi in Europa sono aumentati notevolmente. Tuttavia Kluge ha lanciato un avvertimento a coloro che credono che lo sviluppo di un vaccino metterà fine alla pandemia.
Non si sa neppure se il vaccino potrà aiutare tutti i gruppi della popolazione e poi resta il problema degli ordini, se se ne dovessero ordinare altri, di vaccini, sarebbe un “incubo logistico”!

Più di buon senso, quindi, pensare che la fine della pandemia sarà il momento, in cui come comunità, avremo imparato a convivere con essa.
Questo, ovvio, dipende da ciascuno di noi, e, mi vien da dire, che sarà un “esercizio di resilienza” non facile per nessuno!
Ma c’è un altro aspetto che trapela dal discorso di Kluge: gli approcci all’emergenza Covid stanno diventando troppo politicizzati e, invece, per essere credibili, occorre che la risposta si basi “su dati epidemiologici e di salute pubblica”.

Con il progredire della ricerca, la conoscenza del virus rimane ancora, ahimè, imperfetta, il che significa che le decisioni dovranno essere prese con un quadro incompleto.
Il rischio sarà che, in un certo numero di paesi, la politica sovrascriva agli scienziati, portando così in secondo piano la veridicità della scienza.

Questo sarebbe deleterio, non resta che riprendere in esame l’analisi territoriale, e auspicare che tra Governo e Regioni ci sia un dialogo e uno scambio costruttivo, finalizzato alla difesa della salute dei cittadini, ai bambini, ai ragazzi che frequentano la scuola, base indispensabile per il loro futuro!

Franco Arminio, un poeta che stimo e i cui libri di poesia stanno andando a ruba, ha scritto una PICCOLA LETTERA AL GOVERNO.
Un gesto semplice, non polemico, semplicemente poetico!

Vorrei concludere proprio invitandovi alla lettura:

Caro Governo,
va bene prolungare lo stato di emergenza, va bene l’uso delle mascherine all’aperto (ma avendo cura di precisare che se un cittadino passeggia da solo in campagna non può essere multato), va bene la chiusura di ogni attività nei luoghi dove si accendono focolai, ma è importante che la battaglia contro il Covid-19 diventi una più estesa battaglia per la salute.
Il consenso della maggioranza dei cittadini alle misure governative non può escludere iniziative più impegnative, a partire da quelle sulla qualità dell’aria.
Ad Aprile si parlava di cambiare il modo di consumare e ridurre.
Ora questi discorsi sono un po’ caduti.
Ora è rimasto solo l’uso delle mascherine: messa così rischia di essere letteralmente una battaglia di facciata.
Caro governo, poco importa se nel resto del mondo il modello capitalista non lo mette in discussine nessuno.
Da qualche arte bisogna cominciare.
Sarebbe bello se l’Italia fosse in prima fila tra gli Stati che si occupano della salute del Pianeta assieme a quella dei loro cittadini.
Si può tenere assieme lo scrupolo nel combattere una pericolosa pandemia, e l’utopia di cambiare il mondo.
Distinti saluti Franco Arminio.

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Imagoeconomica

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