Tredici giovani vite sono state stroncate nell’incidente avvenuto in Catalogna sabato mattina, di cui sette studentesse italiane. A causare lo schianto del bus sul quale viaggiavano i giovani coinvolti in un programma di scambio culturale, sarebbe stato un errore umano. “Mi dispiace, mi sono addormentato”: questo sarebbe quanto riferito dall’autista del bus ai soccorritori accorsi sul posto, secondo la testata spagnola La Razon, che non cita fonti.

Ora, l’uomo di 62 anni, è indagato per omicidio colposo per “grave imprudenza” ed è ricoverato in terapia intensiva a causa di alcune complicazioni polmonari. Dai test non è emerso il consumo di alcol o droghe e non risultano altri incidenti nei suoi 17 anni di carriera.

Intanto, le famiglie delle ragazze italiane morte nell’incidente si sono recate in Spagna per il riconoscimento delle salme. Le vittime, Francesca Bonello, Elisa Valent, Valentina Gallo (studentessa di economia all’università di Firenze), Elena Maestrini (Bagno di Gavorrano, Grosseto), Lucrezia Borghi, Serena Saracino (studentessa di Farmacia a Torino) ed Elisa Scarascia Mugnozza, erano tutte a Barcellona per il programma di scambio universitario che, da quando creato, nel 1987, ha fatto partire tre milioni e mezzo di giovani europei.

La terribile tragedia ha sollevato anche diverse polemiche in merito alla sicurezza dei viaggi “low cost”: 20 euro per andata e ritorno Barcellona-Valencia in 24 ore. Diverse ragazze morte, secondo La Vanguardia, non avevano la cintura di sicurezza allacciata.

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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