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ATTI INTIMIDATORI VERSO I GIORNALISTI

Il compito di un medico è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede. Gran parte del lavoro di un giornalista consiste nel raccogliere informazioni conducendo ricerche, facendo interviste, analizzando opinioni e impressioni delle persone, con l’obiettivo di segnalare e pubblicare tali informazioni in modo opportuno, interessante ed efficace.

Durante le inchieste capita sempre più spesso che qualcuno si possa “offendere”… nelle situazioni più a rischio si va dalle querele, alle intimidazioni, per poi passare alle minacce e così via, in una spirale che pare non avere fine. A tal proposito, su sollecitazione del Ministro dell’Interno, ha preso il via da Caserta una serie d’incontri di supporto del “Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente d’informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti” presieduto dal vice capo della polizia, e direttore centrale della polizia criminale.

L‘Organismo è composto di rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dall’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. L’obiettivo è garantire attenzione e pronto intervento a difesa dei giornalisti minacciati.
Qualsiasi intimidazione nei loro confronti è una minaccia alla democrazia del nostro Paese.

Questo primo incontro è stato presieduto dal prefetto di Caserta in videoconferenza. Alla riunione erano presenti rappresentanti dei vertici delle forze dell’ordine della provincia e una rappresentanza dei giornalisti locali. Dall’analisi approfondita degli atti intimidatori ricevuti dai giornalisti campani, soprattutto online, è stato evidenziato, nell’anno in corso, un incremento rispetto all’analogo periodo del 2019. La matrice è in gran parte riconducibile a problematiche collegate a situazioni socio-politiche locali e in minima parte da attribuire alla criminalità organizzata. Durante il vertice è stato rilevato di non banalizzare o sottovalutare mai le minacce inviate ai professionisti della carta stampata.

Occorre intercettare tutti i segnali che provengono, anonimi o non, perché non ci sia un’escalation di odio e violenza nei loro confronti. È più che mai indispensabile la denuncia tempestiva, così com’è importante che le forze di polizia e i professionisti dell’informazione lavorino fianco a fianco per analizzare le minacce e adottare le giuste contromisure.

Ogni forma, in parte velata, di violenza che comprima la libertà di stampa è una sconfitta per tutti noi. Nel corso dell’incontro sono stati condivisi nuovi progetti che hanno lo scopo di avviare un’attività di formazione e rivolgere sempre più attenzione agli atti intimidatori diffusi sulla Rete. 

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Fotolia

scrivi a vicedirettore.costantinieditore@gmail.com

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