Le navi con armi nucleari nel Mar Rosso

A seguito di 27 navi attaccate nel Mar Rosso, dal novembre scorso, e la “cattura” della petroliera americana nel Golfo di Oman dagli iraniani e dal gruppo terroristico Yemenita “Houthi”, ieri 11 gennaio 2024, gli Usa e la Gran Bretagna hanno lanciato attacchi mirati contro le loro postazioni.

In tale operazione hanno partecipato anche altri Paesi alleati degli Usa, tra cui: Paesi Bassi, Australia, Canada e Bahrein, fornendo a supporto logistica, intelligence e quant’altro necessario.

Il blitz militare è stato effettuato con l’utilizzo di aerei da combattimento e missili Tomahawk, che hanno raggiunto una dozzina di obiettivi Houthi scelti per indebolire la loro capacità di perpetrare attacchi alle navi nel Mar Rosso. Sono stati neutralizzati sistemi radar, depositi e siti di lancio di droni, missili balistici e missili da crociera.

Al momento non risultano vittime da tale azione militare!

Il Presidente “guerrafondaio” Joe Biden, in una intervista rilasciata dopo l’attacco, ha dichiarato: “Questa è la risposta diretta agli attacchi Houthi e non esiterò a prendere ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e il libero flusso del commercio internazionale, se necessario”.

Anche il portavoce del Pentagono, Generale Pat Ryder, ha affermato: “Non anticiperò o farò speculazioni su ogni potenziale operazione futura, credo che la dichiarazione di diverse nazioni riguardo al fatto che vi saranno conseguenze, se non finiranno gli attacchi, parli da sola. E qui mi fermo”.

L’Italia ha rifiutato di partecipare agli attacchi effettuati nella notte da Stati Uniti e Regno Unito contro il gruppo Houthi in Yemen, spiegando che il Governo vuole perseguire una linea “calmieratrice” nel Mar Rosso e che in ogni caso avrebbe avuto bisogno dell’autorizzazione del Parlamento per partecipare a qualsiasi azione militare, rendendo impossibile un rapido via libera.

Nel frattempo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiede agli Houthi di fermare immediatamente gli attacchi alle navi del Mar Rosso, in modo tale da evitare che le Navi debbano circumnavigare tutta l’Africa, impossibilitate a raggiungere il Canale di Suez, con tempi di 15/20 giorni di navigazione aggiuntivi e costi elevati e parliamo di oltre 30 navi al giorno per la sola Italia.

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto Imagoeconomica

 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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