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ATALANTA A RAFFICA CONTRO IL TORO

Come se non si fosse mai fermata, l’Atalanta di Gasperini comincia il campionato dalla seconda giornata, dopo le fatiche in Champions League, ed espugna l’Olimpico Torino a suon di gol. Nel primo anticipo del secondo turno di serie A, i nerazzurri (in maglia bianca) passano 4-2 in casa granata, confermandosi meccanismo perfetto. Per la squadra di Giampaolo, secondo ko in due gare, dopo quello di Firenze.

Il tecnico granata cambia gli esterni di difesa rispetto all’esordio di Firenze: Vojvoda e Murru prendono il posto di Izzo e Ansaldi nel 4-3-1-2, dove Berenguer è l’ispiratore di Zaza e Belotti. Nel 3-4-1-2 di Gasperini, Gomez rifinitore per la coppia di attaccanti colombiani Zapata-Muriel.

Arbitra Irrati di Pistoia.

Primo tempo col cuore in gola.
Al 7’ Zaza col mancino stampa il pallone sulla traversa. Vantaggio granata all’11’ con Rincon che suggerisce per Belotti che in diagonale batte Sportiello. Immediato pareggio orobico con Gomez che bacia il palo e supera Sirigu al 13’. Al 21’ il ‘Papu’ fa il rifinitore per Muriel con un con diagonale di prima intenzione porta avanti l’Atalanta. Stesso ruolo per il trequartista argentino al 42’, quando pesca Hateboer libero sul secondo palo per il 3-1 nerazzurro. Ma il Toro accorcia subito le distanze, ancora con il ‘Gallo’, bravo a incornare a rete un traversone di Vojvoda (43’).

L’Atalanta torna dagli spogliatoi con Palomino per Caldare al centro della difesa.
La musica non cambia.
Dopo un buon avvio di ripresa dei padroni di casa, arriva il poker nerazzurro, con de Roon ben servito da Muriel (54’). Girandola di cambi: al 64’ Malinovskyi per Muriel nell’Atalanta e Lukić per Linetty nel Toro, che inserisce anche Verdi per Berenguer (65’). La squadra di Gasperini continua ad attaccare ma soprattutto controlla il match. Al 75’ Millico rileva Zaza tra i granata. All’80’ Rincon si arrende per un problema muscolare, entra Segre. Sostituzioni nell’Atalanta: all’84’ Pašalić per Gomez, all’85’ Lammers per Zapata e Mojica per Gosens. La partita fila via senza mutare il risultato.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Lapresse

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