Poco dopo le 10, a Roma, è iniziata l’assemblea del Pd. Oggi si vota il Manifesto dei valori. La quadra dovrebbe essere stata raggiunta ieri, con il cosiddetto “lodo Letta”, frutto di 48 ore di lavoro con i quattro candidati e il leader di Articolo Uno, Roberto Speranza. La proposta è un dispositivo che specifica alcuni concetti: che il Manifesto è la base politica della nascita del Nuovo Pd, che non abroga la Carta dei Valori elaborata al momento della fondazione, nel 2007, e che resta aperta la fase costituente, cioè quella di evoluzione del partito. In questo modo, si lascia al nuovo segretario e agli iscritti la possibilità di valutare se ci sia bisogno di ulteriori interventi. Letta in avvio di assemblea: “Militanti ci chiedono nettezza posizioni e unità”. E aggiunge: “Chi ha cercato di sostituirci ha fallito”.

Esco più determinato di quanto ho cominciato, esco più innamorato del Pd di quando ho cominciato. Non mi sono pentito di essere tornato da Parigi“, ha poi rivelato il segretario dem.

Letta, sul suo percorso, ha poi detto: “È stato giusto tenere duro e arrivare qui oggi. Le amarezze e le ingenerosita’ le tengo per me“. “La segretaria o il segretario del Pd non può passare tutta la giornata a cercare di mediare tra le posizioni dentro il partito e poi, a fine giornata, pensare a cosa dire agli italiani con le residue forze che gli rimangono. Vi assicuro che non costruirò un altro partito alternativo al Pd“, ha assicurato.

Letta ha poi spiegato: “Sono stati mesi difficili perché c’è stato chiaramente un tentativo di sostituire il Pd, un tentativo che oggi posiamo dire che è fallito”. “Lo dico con grande forza dobbiamo vivere un senso di unità e rispetto tra noi che viene prima di tutto perché la forza del nostro partito è insostituibile per la democrazia italiana“.

Abbiamo bisogno di un nuovo partito, non di un nuovo segretario. E per un nuovo partito serve una base politica, e il manifesto la dà, una base che ci mette nelle condizioni di essere molto ambiziosi per il futuro“, ha sottolineato Letta.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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