Kay Sage, American, 1898–1963 The Upper Side of the Sky, 1944 Oil on canvas, 58.4 x 71.4 cm The Vera and Arturo Schwarz Collection of Dada and Surrealist Art in the Israel Museum B98.0570

I Rivoluzionari del ‘900 – In mostra a Bologna e a Roma

Sono da poco passati cento anni da quando nel cuore dell’Europa, tra Svizzera, Germania e Francia deflagrava la bomba del Dada determinata a rivoluzionare l’arte senza esclusione di colpi, e a rompere col passato per inventare un mondo totalmente nuovo. Per sconquassare l’arte accademica e la placida visione borghese, per eccitare e ammaliare gli occhi e gli animi gli artisti dadaisti e surrealisti degli anni dieci e venti ne hanno davvero inventate di tutti i colori con una spregiudicatezza assolutamente inedita. Ancora oggi vediamo che le loro folgoranti invenzioni continuano ad essere fonte vivacissima per artisti, designer, persino pubblicitari e mondo dei nuovi media.

Percorsero strade fino allora inesplorate come la malattia mentale, l’immaginazione onirica: nei sogni la memoria e lo spazio viaggiano su binari paralleli permettendo alla realtà di intersecarsi con la fantasia. “La combinazione di sogno e realtà genera una realtà assoluta chiamata Surrealtà” diceva André Breton guru del movimento surrealista. Freud era il loro faro quando descriveva il sogno come una porta aperta sull’inconscio, e la dimensione onirica come un territorio libero del giudizio e dalla ragione. (Magritte, Dalì, De Chirico).

Sempre con lo scopo di scioccare, disorientare e insieme sedurre i dadaisti (Duchamp, Man Ray, Schwitters, Picabia) strappavano alla vita quotidiana oggetti di uso comune che poi montavano in collage senza senso comune, ne nascevano così nuovi sorprendenti oggetti che sembravano venire dalle più nascoste profondità della mente umana.

Ma il tema sempre più dominante dalla fine degli anni venti è il Sesso: le rivoluzionarie teorie freudiane sul desiderio e la riscoperta del Marchese De Sade alimentano l’ossessione surrealista. La donna-bambina, ingenua e seduttiva insieme, oggetto passivo con potere soggiogante, diventa il fulcro della universo surrealista. (Max Ernst, Dalì, Bellmer).

L’Israel Museum di Gerusalemme ha mandato a Bologna in Palazzo Albergati, visitabili fino all’11 febbraio, 180 opere che faranno poi tappa al Vittoriano a Roma da marzo a luglio 2018. L’Israel Museum è la più grande istituzione culturale dello Stato di Israele. Fondato nel 1965 raccoglie collezioni che vanno dalla preistoria (comprendendo la strepitosa collazione di archeologia biblica) all’arte contemporanea e che sono state generosamente donate da artisti e collezionisti, come lo studioso e gallerista milanese Arturo Schwarz che donò documenti, libri, lettere e opere d’arte dada, surrealista e pre-surrealista. Di notevole qualità e quantità la collezione Arturo e Vera Schwarz costituisce il nucleo centrale del fondo d’arte dada e surrealista del Museo.

A cura di Silvia Camerini Fotoservizio

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