Il Decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio è quasi pronto e dalla bozza circolata si leggono i dettagli dei requisiti e del tetto della pace fiscale che prevede la rottamazione-ter e la definizione agevolata delle liti tributarie. La rottamazione-ter delle cartelle è più conveniente perché sono previste dieci rate da versare in cinque anni per chiudere definitivamente le questioni aperte con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Contemplata la domiciliazione bancaria dei versamenti.

La nuova operazione di rottamazione è la terza in quanto segue le due precedenti disposte in passato dai governi decaduti. La rottamazione-ter delle cartelle permetterà il pagamento dei debiti fiscali pendenti con la vecchia Equitalia dal 2000 al 2017 senza sanzioni e more, dilazionando i versamenti fino al 2024. L’incasso stimato per le casse dello Stato è di 11,1 miliardi di euro; 2,2 miliardi all’anno da spalmare in cinque anni. Va considerata però la flessione del gettito che ci sarà proprio per via della sanatoria e quindi i soldi in entrata per le casse dello Stato sono da calcolare in correzione rispetto all’incasso stimato.

Della nuova rottamazione versione 2019 potrà beneficiare anche chi ha aderito alla precedente rottamazione ma sarà necessario che venga pagata la rata di novembre. Il resto della cifra dovuta al Fisco sarà ricalcolato dagli Uffici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione che emetteranno i bollettini di pagamento nel rispetto delle nuove norme. Ne possono usufruire anche i contribuenti colpiti dai sismi dell’Italia Centrale degli anni 2016-2017.

Il contribuente dovrà comunicare di voler aderire entro il 30 aprile. Il primo versamento ci sarà entro il 31 luglio 2019 e si potrà pagare anche tutto in un’unica soluzione. Chi decide per la raitezzazione dovrà pagare in cinque anni: a luglio e novembre. Si potrà anche scegliere la domicilizione dei pagamenti sul conto corrente. L’operazione vale anche per le multe stradali. Con la definizione agevolata delle liti tributarie si vuole favorire la ‘pace fiscale’ con l’Erario. Si pagherà il quantum contestato per chiudere tutto il contenzioso in atto ma se il Fisco ha perso nelle Commissioni Tributarie di primo e secondo grado, ci sarà uno sconto che potrà dimezzare o ridurre ad un terzo il debito tributario.

Il tetto della pace fiscale sarà di 500.000 euro secondo quanto è stato comunicato dal viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia. Le nuove norme partiranno dal 2019, devono essere approvate e quindi sono passibili di modifiche prima dell’approvazione definitiva e finale. Il Decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio per il 2019 in elaborazione prevede anche altre novità come l’introduzione obbligatoria dello scontrino fiscale elettronico per tutti coloro che hanno un giro di affari superiore a 400mila euro. Prevista anche la ‘Lotteria degli scontrini’, un gioco a premi su base nazionale. La Lotteria permette a tutti i cittadini che fanno la spesa di concorrere all’estrazione dei premi messi in palio. Vi possono partecipare solo i maggiorenni che dovranno comunicare il loro codice fiscale per partecipare al gioco.

I provvedimenti legati alla pace fiscale sono considerati dall’Esecutivo un modo per spronare l’economia togliendo ai contribuenti ‘lacci e lacciuoli’ che li frenano e contemporaneamente immettere risorse nelle casse dello Stato da indirizzare allo sviluppo. Molta soddisfazione è stata espressa dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio mentre le opposizioni criticano le misure parlando di un vero e proprio condono.

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