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Gli anestesisti inviano una lettera aperta ai ministri della Salute dei Laender ed al ministro della Salute federale: “Il sistema tedesco va verso una catastrofe”, e indicano i provvedimenti da prendere: misure di contenimento efficaci, estensione della regola del 2G per tutti gli ambiti di vita pubblica in Germania (accessi solo per vaccinati e guariti), e accelerare con i vaccini e la terza dose “Green pass 2g in tutta la Germania”.

L’appello dall’associazione federale tedesca degli anestesisti (la Bda), assieme alla società tedesca di anestesiologia e medicina intensiva: lanciano un allarme di fronte al dilagare dei contagi in Germania che ha un impatto diretto sugli ospedali. La Bda chiede nuove restrizioni anticovid avvertendo che altrimenti “c’è il rischio di non poter più garantire le cure a pazienti con infarto, tumori o lesioni gravi”. I medici chiedono inoltre l’imposizione di un green pass 2G esteso a tutto il paese per accedere a tutti i settori della vita pubblica ed ai grandi eventi. Infine – continuano nella lettera aperta alle istituzioni – “bisogna dare a tutti la terza dose di richiamo del vaccino e facilitare le vaccinazioni”. “Non escludere un eventuale lockdown”​La Bda invita inoltre “non escludere incessantemente un lockdown, perché potrebbe essere l’ultima risorsa in una situazione minacciosa”.

Germania: 52.826 contagi in 24 ore Nel Paese colpito dalla cosiddetta quarta ondata c’è stato un nuovo picco di casi: secondo i dati del Robert Koch Institut (il centro epidemiologico nazionale) nelle ultime 24 ore le nuove infezioni sono state 52.826 con 294 decessi, mentre l’incidenza settimanale per 100mila abitanti è salita a 319,5 casi contro i 312,4 del giorno precedente. L’indice di riproduzione del virus è di 1,04 – sulla base di 7 giorni. Sul fronte delle vaccinazioni: il 67,7% della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi. La quota sale al 70% se si considera anche chi ha ricevuto solo la prima. “La situazione è drammatica” ha detto oggi Angela Merkel, parlando alla conferenza delle città.

Continua a crescere il numero di contagi in Europa – La Russia ha registrato 36.626 nuovi contagi da Covid-19 nell’ultimo giorno e un nuovo record di decessi associati, che sono 1.247 secondo il Centro operativo nazionale per la lotta al coronavirus. La maggior parte dei nuovi positivi è stata rilevata a Mosca (2.966), a San Pietroburgo (2.793), segue la provincia di Samara (1.785).
Record di casi in Repubblica Ceca, mai così tanti da inizio pandemia Nella Repubblica Ceca sono stati confermati 22.479 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il dato più alto registrato nel Paese di 10,7 milioni di abitanti dall’inizio della pandemia. Lo riferisce il ministero della Salute ceco confermando un aumento del 54 per cento dei contagi dalla scorsa settimana. Il record precedente era stato segnato a gennaio, con 17.778 casi.

Nella Repubblica Ceca è necessario mostrare il Green Pass per accedere ai ristoranti e ai bar, mentre nei luoghi pubblici è obbligatorio l’utilizzo della mascherina. L’Ungheria ha registrato 10.265 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il livello più alto dalla fine del marzo scorso: lo ha reso noto oggi il governo, secondo quanto riporta il Guardian. Il numero di infezioni giornaliere si avvicina così al record di 11.265 segnato durante la terza ondata della pandemia. Secondo i conteggi della Johns Hopkins University, dall’inizio della pandemia l’Ungheria ha registrato 966.167 infezioni, inclusi 32.336 decessi.

Bar e ristoranti dovranno chiudere entro la mezzanotte a partire da giovedì prossimo in Irlanda, nell’ambito delle nuove restrizioni anti Covid adottate da Dublino per cercare di limitare la nuova ondata del virus. Il primo ministro Michael Martin ha esortato la popolazione a ridurre di nuovi i contatti sociali e da questo venerdì ai lavoratori che possono farlo verrà chiesto di ritornare a lavorare da casa. Oggi in Irlanda, dove quasi il 90% della popolazione adulta è pienamente vaccinata, si sono registrati 4407 nuovi casi. Le restrizioni resteranno in vigore per quattro settimane, anche se non è possibile escludere eventuali proroghe.

A cura di Elena Mambelli – Foto Imagoeconomica

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