Donald Trump, durante il primo dibattito televisivo dell’anno dei repubblicani, ha affermato che i rifugiati “sono un cavallo di Troia per introdurre nel nostro Paese il terrorismo”. “Non dobbiamo permettere che questa gente entri in America”.

Secondo i sondaggi, Trump ha nettamente staccato i suoi avversari. “Non è questione di alimentare la paura – ha proseguito – E’ una realtà”, ha aggiunto, citando gli ultimi attentati di Giacarta.

Trump ha poi rincarato la dose affermando che “il nostro Paese è gestito da gente incompetente e io sono molto arrabbiato, perché il nostro Paese è un caos”.

Il miliardario Usa ha poi trattato la delicata questione delle armi in America: “Se a Parigi, dall’altra parte, ci fossero state le armi non ci sarebbero stati 130 morti e più”. Su questo argomento anche Jeb Bush è sembrato d’accordo: “La legge prevede i controlli preventivi sulla vendita di armi e l’Fbi li deve fare. Togliere i diritti non è una soluzione e non abbiamo bisogno di nuove regole”.

Per Marco Rubio e Ted Cruz, l’attuale presidente Obama vorrebbe confiscare le armi alle famiglie americane che vogliono solo difendersi: “Il secondo emendamento non è un optional, è un diritto”.

Intanto, via Twitter, arriva la risposta di Hillary Clinton, che seguendo il dibattito davanti alla tv, ha commentato, fortemente irritata: “Non possiamo tornare a una diplomazia da cowboy e a un incosciente bellicismo. Per il futuro abbiamo bisogno di una vera politica estera”. E per quel che riguarda le posizioni anti-Islam di Trump, “l’America – continua il tweet – è anche un Paese di musulmani. Chi corre per essere presidente dovrebbe saperlo. L’Islam non è un nostro nemico. E una retorica d’odio verso l’Islam non solo è sbagliata, ma fa il gioco dei terroristi”.

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