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AMARCORD / PAOLO MARTELLI

12 aprile 2019, vent’anni dalla morte di Paolo Martelli, nato a Montevarchi il 6 agosto 1970, terzino destro, arrivato nell’estate del 1998 dalla Fidelis Andria, dopo essere cresciuto nelle giovanili della Fiorentina ed aver vestito le maglie di Sangiovannese, Montevarchi e Torino.

Non era un campione, Paolo, ma un ragazzo che si era fatto ben volere ovunque lo avesse portato la sua carriera di calciatore ed a Cesena era immediatamente entrato in sintonia con tutti, dentro e fuori dal campo, disputando 24 incontri, tra Coppa Italia e Campionato.

Era un giorno come tanti quel 12 aprile, con il Cesena reduce dalla sconfitta contro la Reggina (3-1) e Martelli che al ritorno si era fermato a Rimini per il consueto giorno di riposo; e proprio da Rimini stava tornando a bordo della sua Porsche, quando in autostrada, all’altezza di San Mauro Pascoli, perdeva il controllo del mezzo che usciva di strada, finendo in un campo adiacente senza lasciargli scampo!

Nell’incontro successivo, un 3-1 al Cesena, tutta la città rese omaggio al “suo” ragazzo che non c’era più e fu Graffiedi ad indossare la casacca numero 21, quella di Paolo, che nei giorni successivi la Società decise di ritirare per sempre, a ricordare un professionista serio ed un ragazzo gioviale e dalla grande umanità.

Personalmente ricordo Paolo con la maglia del Torino, in un’annata disastrosa per i colori granata, con la squadra in Serie B e finita nona dopo una serie di avvicendamenti in panchina ed un cambio di proprietà da Calleri a Vidulich, che fu tra le maggiori nefandezze della centenaria storia granata; in quella stagione 1996/97, Martelli disputò 22 incontri, segnando una rete , quella che valse il definitivo pareggio (3-3) granata in casa contro il Genoa.

Anche in quell’occasione, in mezzo a tantissime difficoltà, Martelli fu tra coloro che si salvarono dal marasma generale, dando sempre il meglio di se, senza mai creare polemiche, cosa che invece non mancarono di fare tanti suoi compagni; certo non fu fortunato il suo periodo granata, e pagò il repulisti della stagione successiva, senza, ripeto, aver colpe particolari, e senza aver potuto dimostrare di poterci stare tranquillamente in campo con addosso la maglia granata.

Sono passati vent’anni da quel tragico giorno in cui Paolo ci ha lasciati e ricordarlo mi è parso il giusto omaggio ad un ragazzo che se non lo era da calciatore, era sicuramente un Campione come persona.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Vittorio Calbucci archivio storico

scrivi a direttore.costantinieditore@gmail.com

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