L’Italia stacca il biglietto per la semifinale di martedì, con merito, e rimanda a casa anche il temibilissimo Belgio, quella che dopo le eliminazioni di tante “grandi” era la formazione data per favorita dell’Europeo.
E’ stata un’Italia che ha fatto vedere bel calcio e grande bravura nel difendere il vantaggio acquisito con due belle reti, anche dopo aver subito il rigore del 2-1; messo praticamente in “un angolo” Lukaku, gli azzurri sono stati capaci di ribattere colpo su colpo ai tentativi dei Diavoli Rossi, reagendo bene anche al bruttissimo incidente occorso a Spinazzola, cui è saltato il tendine d’Achille.

Bravo Mancini a mandare in campo la “sua” formazione (ma c’era poco da dubitarne) e bravi i ragazzi a metterci tutto quello che avevano pur contro un avversario, privo di Hazard, ma certo in grado di dimostrarsi degno della fama acquisita, e non immeritata; Chiellini e compagni stanno dimostrando di meritare almeno la finale, poi sarà quel che sarà, in ogni caso andando al di là delle previsioni.

L’Italia sa giocare al pallone, anche quando non tutti ce la fanno ad andare al di là dell’impegno, con un centrocampo bravo nella doppia fase e capace di sopperire alla mancanza di un attaccante capace di andare a rete; la difesa sta crescendo di partita in partita, contro i belgi la concentrazione ha fatto la differenza e le poche volte in cui si è concesso qualcosa, ci ha pensato Donnarumma ad azzerare il pericolo.

L’unica nota negativa viene dall’attacco, o meglio da Immobile, che si batte e sbatte, ma che evidentemente è in uno stato di forma piuttosto precario; Ciro non è tecnicamente un fenomeno, ma in queste ultime due partite non ne azzecca una, si scarta da solo ed il controllo del pallone sembra un “missione impossibile”.

La Nazionale avrebbe bisogno di un bomber che in questo momento non c’è, dato che anche Belotti quando è stato mendato in campo, ha fatto più il “lottatore” che il centravanti; alle nostre punte manca qualcosa tecnicamente e la nostra fortuna è che ci siano in formazione ragazzi che sanno supplire con le loro importantissime reti.

Superato quindi l’ostacolo delle “cozze e patatine fritte”, martedì toccherà alla Spagna tentare di sbarrare all’Italia la strada per la finale; una Spagna non propriamente all’altezza di quella che abbiamo avuto davanti agli occhi per anni, ma gli Xabi, gli Iniesta, i Piqué ed i Sergio Ramos, non nascono tutti i giorni neppure da quelle parti.

Una Spagna battibile dunque, ma da prendere comunque con le pinze, perché quelli bravi non mancano, pur se ancora non troppo esperti, e perché parliamo in ogni caso sempre della Spagna, non bella, ma anch’essa capace di soffrire, di stringere i denti, sbagliare ma di tirarsi su; un osso duro o tenero, però da rispettare, ma su questo non ci sono dubbi dato che Mancini ed il suo staff sapranno certamente mandare in campo gente concentrata al meglio.

Relativamente al Torneo in generale, abbiamo visto cadere tante teste “coronate”, inteso come grandi formazioni, chi perché all’evidente fine di un ciclo (la Germania soprattutto), chi perché ha trovato un avversario di giornata migliore o più fortunato (vedi la Croazia ed il Portogallo), chi per la troppa supponenza con cui è sceso in campo (la Francia), senza tenere conto che una volta arrivati alla partita secca, si può partire favoriti, ma vincere è un’altra cosa.

La seconda semifinale vedrà affrontarsi la “sorpresa” Danimarca e l’Inghilterra; la prima capace di supplire, anche mentalmente, al terribile episodio in cui ha rischiato la morte Eriksen, la vera stella della formazione danese, la seconda che sino ad ora non ha subito alcuna rete, e non solo per pura fortuna.
Anche la semifinale di mercoledì sarà tutta da godere e se gli inglesi partono favoriti, dovranno stare molto attenti, i danesi sono compatti e carichi, ancor più dopo quanto subito dalla sorte, oltre ad essere una bella squadra, chissà se capace di ripetere quel “miracolo” del 1992, quando erano già in vacanza e, richiamati per le finali dell’Europeo riuscirono ad essere più forti di tutti e tutto.

Infatti in quella Danimarca giocava Kim Vilfort, che viveva l’angoscia della terribile malattia della figlioletta, facendo la spola tra la Svezia, dove si giocava il Torneo finale e la propria nazione; proprio lui fu autore della seconda rete in finale, quella del 2-0 con cui i danesi superarono la Germania, una grande gioia da dedicare alla piccola Line, che purtroppo morì pochi giorni dopo quella vincente finale.

Italia-Spagna e Danimarca-Inghilterra sono pronte a sfidarsi nel penultimo atto dell’Europeo, quattro degne semifinaliste di un campionato bello ed avvincente, pieno di sorprese e da festeggiare, ci auguriamo (senza eccessi), con una bella pizza italiana.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto SkyTg24

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