Igor Tudor il nuovo allenatore del Marsiglia

La stagione è già cominciata visto che la Coppa Italia ci ha proposto le prime sfide e nel fine settimana entreranno in scena molte delle formazioni di Serie A, un antipasto per arrivare alla prima di campionato, subito dopo, a ridosso del Ferragosto.

Intanto il mercato è in fermento e ne succedono già di tutti i colori, anche senza lo show andato in onda, ed in rete, tra Juric e Vagnati.
Ecco, proprio quella del mister è una figura da sempre al centro delle attenzioni generali e non solo perché se le cose vanno male, è spesso, l’unico o quantomeno il primo a “pagare”, pur se poi i soldi li prende eccome ugualmente.
Come dice il mio amico Stefano Brugnoli, uno che di calcio ne capisce e sa più di tanti “professori”, in realtà ci sono allenatori e gestori, con i primi ad “insegnare” calcio ed i secondi capaci di far funzionare un gruppo di gente affermata, magari con la puzza sotto il naso. In effetti non tutte le squadre sono uguali e non si può pensare di potersi sedere allo stesso modo sulle panchine di Juve e/o Inter, piuttosto che Bologna e Sampdoria, giusto per fare dei nomi.
Si può infatti pensare che Mourinho sia un allenatore oppure è più giusto definirlo un gestore? Mou potrà piacere o meno, ma sarà solo un caso che per vincere fuori dall’Italia ci sia voluto il suo ritorno? Roma è una piazza molto particolare, ma quanto entusiasmo ha creato il suo arrivo?
Inoltre quante situazioni di possibili polemiche e conseguenti problemi il portoghese ha “girato” in modo da farle diventare fattori positivi per squadra ed ambiente?
Inoltre oggi con staff di dieci/quindici persone, quale deve essere la vera funzione di un mister? Mou è l’esempio, ma che dire di Ancelotti, Allegri, Klopp, persino di Mancini, che in Nazionale fa il selezionatore, mica l’allenatore?
Ecco, qui si innesta invece un’altra figura, ovvero l’allenatore, quello che insegna calcio, magari con un po’ (in certi casi molta) di presunzione, spesso con un carattere che funziona in certi ambienti, meno in altri.
Sarri, Gasperini, Juric, Tudor, Italiano, possono essere esempi di chi allena con bravura, insegna calcio; però buoni per molte piazze, molte squadre, ma non per tutte e, probabilmente, non per quegli spogliatoi dove c’è gente affermata, quella che ritiene di non avere più nulla da imparare, specie da chi non ha un particolare pedigree.
Sarri alla Juve ha vinto lo scudetto, è vero, ma quanto è durato e quanto c’era di suo in quella squadra? E perché al suo arrivo è stato portato in villa, da Ronaldo, ad omaggiarlo e farsi dire come CR7 voleva andare in campo?
Anche Ventura è un insegnante di calcio, un altro esempio di come si sbaglino spesso valutazioni nel fare delle scelte; infatti come è finita la sua Nazionale, piena di “presunti” campioni che ad un certo punto lo hanno letteralmente “esonerato”? Quelle scese in campo contro la Svezia erano le formazioni di Ventura o quelle decise dallo spogliatoio, con le conseguenze su dette?
Allenatori e gestori, i secondi vincenti di scudetti e coppe internazionali, capaci di far convivere calciatori che semplici da gestire, tutti insieme, non sono; mentre i primi, gli allenatori, sono persino più bravi se si parla di calcio, ma il calcio non è fatto solo di schemi, allenamenti, partite, ci vogliono anche diplomazia, capacità emotive e caratteriali, bravura nel sapere spesso fare il pompiere invece dell’incendiario, e qui torniamo….
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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