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ALBERI

L’uomo è sempre stato affascinato dalla Natura e dalle sue molteplici forme, dalle varie strutture degli animali, delle rocce, del mondo minerale e del regno vegetale.

Soprattutto dal regno vegetale arrivano fino a noi oggi simbolismi e significati antichi, il più delle volte trasmessi oralmente di generazione in generazione, un vero tesoro di farmaci e veleni. Secondo questa visione le più antiche culture attribuiscono all’albero la capacità di sintetizzare eventi mitici e cosmici: il succedersi delle stagioni ad esempio era visto come un processo di morte e rigenerazione dell’intero Universo, l’innalzarsi di un vegetale dal sottosuolo era visto come una manifestazione della vita verso la Luce, il Divino.

Nacque così l’idea dell’albero come “asse del mondo”, la perfetta congiunzione tra Cielo e Terra che poi si trasformerà nella concezione dell’albero umano in cui l’uomo è l’umanità.
Si sviluppa quindi l’idea che “l’albero rovesciato” e “l’albero della vita”, che spesso notiamo in alcune rappresentazioni, indicano che le radici della manifestazione cosmica stanno al di là delle apparenze, come le origini della vita stessa. L’albero della vita quindi assume un significato ancora più profondo, è albero dell’illuminazione, o, come insegna la Bibbia “l’albero del bene e del male”.

L’albero sacro o leggendario non deve essere confuso con la pianta magica, poiché è diverso il ruolo che ricopre nella coscienza umana, indipendentemente dall’eventuale utilizzo: ingestioni, fumigazioni, ecc.
Tra i principali simbolismi degli alberi abbiamo:

– Il CIPRESSO, conosciuto in Cina come emblema d’immortalità: si riteneva che ingerire i suoi semi favorisse la longevità. Nell’antica Roma le sue fronde ornavano il capo dei sacerdoti di Plutone e i fidanzamenti erano consacrati piantando un giovane cipresso. Era considerato un albero che talvolta esprimeva speranza in una vita ultraterrena, non a caso li troviamo piantati vicino ai cimiteri e lungo i corsi dei fiumi, quasi a voler simboleggiare un passaggio.

– L’OLIVO rappresenta la pace e la fecondità, nell’antica Grecia era sacro ad Atena e a Roma era consacrato a Giove e Minerva. Nell’ambito della tradizione di Abramo è considerato l’albero benedetto per eccellenza e con il suo olio si accendevano le luci sacre dei templi. In araldica l’olivo raffigura la pace e la vittoria, la benevolenza e la gloria.

– La QUERCIA simboleggia l’asse del mondo cioè l’albero cosmico, raffigura la regalità divina e fu l’altare dei Druidi; ai rami di una quercia era sospeso il vello d’oro custodito dal drago. Quest’albero sembra attiri la folgore ed era sacro a Zeus. Nell’antica Roma la quercia era consacrata a Giove Capitolino; presso i popoli germanici e Slavi era considerato come un Dio supremo o punto focale nella ricerca leggendaria del Sacro Graal.

Il MANDORLO è un complesso insieme di simbolismi, indica la speranza incerta, l’ardimento e anche la vecchiaia. Consacrato ad Attis, Dio dell’Asia Minore ma anche alla Vergine Maria quale consolatrice, il suo frutto simboleggia lo stesso Gesù che nasconde la natura Divina dentro il mallo del corpo umano, non a caso nell’arte cristiana medievale le immagini della Vergine o del Cristo sono circondate da un’aureola di luce a forma di mandorla e l’antico nome ebraico è Luz, con il quale si indicava anche una città sotterranea con la caratteristica l’immortalità.

– La VITE è sempre stata uno degli alberi sacri per eccellenza sia per le culture Mediterranee che in quelle dell’Antico Oriente. Per il popolo di Israele la vigna rappresenta il popolo di Dio e il Messia. Secondo la rappresentazione evangelica simboleggia ogni anima umana e la sua crescita spirituale – il vino, che si identifica anche con il sangue versato da Cristo, spesso rappresentato nell’iconografia dell’arte cristiana dei primi secoli. Nell’Islam vite e vino sono metafore spesso impiegate dai poeti iniziati all’esoterismo, per indicare l’ebbrezza della conoscenza di Dio, quasi a sfida del normale divieto di bere vino raccomandato dal Corano; anche nel mondo pagano la vite e il vino rivestivano significati occulti.

– L’ALLORO in epoca classica rappresentava la perennità e l’immortalità; fu poi utilizzato dai Romani come significato simbolico della gloria delle armi e dello spirito. Si credeva che le foglie di alloro preservassero dal pericolo delle folgori e venivano appese nelle camere degli infermi come buon auspicio. Il lauro era usato nelle cerimonie di consacrazione dei sacerdoti pagani; fumigazioni e masticazione di alloro precedevano i responsi di Pizia, sacerdotessa di Apollo che dava sentenze nel Santuario di Delfi.

L’ARANCIO e il LIMONE rappresentano rispettivamente la vita e la morte, sono da sempre fratelli e rivali nel regno delle allegorie e dei simboli. L’arancio rappresentava sia la generosità che il presagio di un lieto evento, il suo frutto simboleggia lo slancio vitale. Il limone invece, nonostante sia un vegetale solare, rappresentava l’amarezza della vita. In India le vedove che si sacrificavano sul rogo per seguire il marito nell’oltretomba, avevano in mano un limone.

A cura di Barbara Comelato – Foto redazione

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