Una scossa di magnitudo 6.1 ha colpito ieri sera il sud est dell’Afghanistan al confine con il Pakistan.

Sono almeno 900 i morti accertati finora ma il numero è verosimilmente destinato a crescere, così come quello dei feriti, almeno 600.

“Chiediamo alle agenzie umanitarie di fornire soccorsi immediati alle vittime del terremoto per prevenire una catastrofe umanitaria”, ha twittato il portavoce del governo, Bilal Karimi.

La scossa, secondo l’Istituto geofisico statunitense (Usgs), è stata registrata a 44 km a sudovest di Khost, vicino al confine con il Pakistan, a sud di Kabul. L’epicentro è stato individuato a una profondità di circa 51 chilometri, secondo quanto riporta lo US Geological Survey.

Le aree colpite sono i distretti di Barmala, Ziruk, Naka e Gayan nella provincia di Paktika. Le immagini condivise sui social media mostrano persone su barelle, macerie e case in rovina.

Il Centro Sismologico Euro Mediterraneo riporta che il terremoto è stato avvertito in un raggio di oltre 500 km, non solo in Afghanistan e Pakistan ma anche in India.

Secondo la testata Etilaat-e Roz, nel distretto di Gayan il terremoto ha distrutto un intero villaggio.

Non è nuova a terremoti violenti la zona dell’Afghanistan lungo le montagne dell’Hindu Kush, dove la placca tettonica indiana si scontra con la placca eurasiatica a nord.

Nel 2015 un sisma colpì il nord-est del Paese uccidendo oltre 200 persone in Afghanistan e nel vicino Pakistan settentrionale. Un terremoto simile a quello di oggi con magnitudino 6.1 nel 2002 ne uccise circa 1.000 nel nord dell’Afghanistan.

Andando di poco più indietro, nel 1998, una scossa sempre di magnitudo 6.1 provocò quasi 5000 vittime.

A cura di Stefano Severini – Foto Getty Image

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