Sonnenberg è un COMUNE di circa 900 abitanti del BRANDEBURGO in Germania.

Il Primo cittadino, il Sindaco Robert Sesselmann, ultradestra, vince le elezioni, un vero trionfo dell’AfD, che sembra avvolgere con la sua ascesa inarrestabile tutto il Paese, pertanto non solo Sonnerberg e la Turingia, con il fattivo supporto di Alice Weidel e Tino Chrupalla.

Una svolta epocale che preoccupa in particolar modo il Capo della Comunità Ebraica JOSEF SCHUSTER che considera tale vittoria quale pericoloso trionfo di una destra xenofoba e antisemita.

Oggi, nel pensiero collettivo, si pensa che un Tedesco su cinque voterebbe per tale Partito, creando forte tensione ai conservatori della CDU.

AfD ora si prepara e si fortifica per le prossime regionali del 2024.

Si voterà in tre zone della Germania (una volta dell’est) ovvero BRANDEBURGO – SASSONIA e TURINGIA, dove già l’ultradestra è presente dal 25 al 30% dei consensi.

Il Leader dell’AfD in Turingia, Bjoern Hoecke, sotto osservazione da parte dei servizi segreti in quanto ritenuto un pericolo per l’ordine democratico, ha esultato e inneggiato alla vittoria!

Interessante riprendere i commenti della CDU:

“L’assurda politica energetica, le sanzioni contro la Russia e le politiche irrazionali dell’immigrazione hanno creato una atmosfera da ‘Wende’, come quella che fece cadere il muro nel 1989. L’anno prossimo l’obiettivo sarà quello di mandare in pensione l’attuale Governatore della Turingia, Bodo Ramelow”.

I Conservatori tedeschi temono tali affermazioni politiche dell’AfD e soprattutto temono l’avanzata personale di Sesselmann – uomo della poltrona – una volta loro esponente e appoggiato dall’intero arco costituzionale dei partiti locali.

Il successo dell’AfD crea pertanto seri problemi al Partito di Friedrich Merz, sia sul terreno della xenofobia, sia sulla guerra antropologica contro i verdi.  

C’è ancora un punto che condiziona e preoccupa la CDU, la cosiddetta “LINEA ROSSA”, fissata da MERKEL, ovvero “MAI CON AfD!”.

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto Imagoeconomica

 

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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