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ADDIO KENTUCKY KID

Un altro centauro ha finito la sua corsa per sempre. Siamo ancora qua, noi tutti, a piangere la morte di un bravo, bravissimo pilota, ma anche di un giovane di 36 anni che aveva ancora tutta la vita davanti. Una vita spezzata in un pomeriggio di maggio, vicino a Misano, con il sole che bacia i belli e, infatti, da molti addetti ai lavori e non, Hayden era considerato uno dei ragazzi più belli delle due ruote. Dopo il ciclista Michele Scarponi, investito mentre era sulla sua bici, in una giornata di allenamento come tante, è toccato anche a Nicky Hayden, anche lui in sella ad una bici, sempre per una questione di allenamento. Il primo morto sul colpo, il secondo dopo 5 giorni di lotta senza quartiere, ma i danni cerebrali erano troppi e così è arrivata la triste notizia. Sembra che una telecamera abbia ripreso le dinamiche dell’incidente del pilota americano e che sia stato proprio lui a non rispettare uno stop. Al di là di questo, però, il problema rimane. Come tutelare automobilisti e ciclisti? Si è parlato, in questi giorni, della difficile condizione dei ciclisti sulle nostre strade, del conflitto atavico e senza memoria con gli automobilisti, dei milioni di ‘vaffa’ che si mandano entrambi ogni giorno, ogni mese, ogni ora, ogni minuto! Tante cose dette, forse troppe, tante polemiche, forse troppe. Secondo le statistiche, ogni 35 ore muore un ciclista sulle nostre strade. Ditemi voi se può essere considerata una media accettabile… Partendo dal presupposto che nessuna media sarebbe accettabile in nessun caso, urge fare qualcosa per risolvere il problema. Ma, intanto il tempo passa, il dolore di queste persone che lasciano i propri cari aumenta sempre di più. Gli incidenti accadono, per carità, forse esiste un destino scritto per ognuno di noi e non possiamo fare nulla. Oppure possiamo impegnarci tutti perché ci sia una maggiore sensibilizzazione sull’argomento in questione. A cominciare dalle scuole, ma sul serio però, non solo a parole. E’ un problema che deve interessare tutti. Il mestiere dei giornalisti è soprattutto quello di smuovere le coscienze di tutti quelli che pensano di essere immortali e indistruttibili. Siamo persone, essere umani e se cadiamo rischiamo di farci molto, ma molto male! Addio Kentucky Kid, Campione del Mondo della Moto GP, bravo ragazzo dal viso pulito, ci mancherai.

A cura di Nicola Luccarelli

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