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ACCADDE OGGI

26 agosto 1789: nasceva la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.
“gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti.
Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilita’ comune”.

Recita cosi’ il 1° articolo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che fu emanata dall’Assemblea costituente in risposta alle istanze del popolo francese, in favore di una societa’ piu’ equa, ispirata ai principi dell’illuminismo.
Un documento ideato sul modello della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti D’america del 1776 e rielaborato su un primo testo presentato dal marchese La Fayette, contenente i principi fondamentali che regolano i rapporti fra istituzioni e cittadini.

Il primo principio per importanza e’ quello di uguaglianza di fronte alla giustizia, agli impieghi pubblici e al fisco, ponendo la parola fine ai privilegi e agli abusi delle classi piu’ elevate. Altro diritto basilare e’ la liberta’ di pensiero, d’opinione, di stampa, d’espressione unitamente al diritto alla proprieta’,ritenuta sacra e inviolabile.
Potrei scrivere a lungo , ma , francamente, mi intriga di piu’ andare ad esplorare, nel mio piccolo, a questo proposito, cosa e’ accaduto l’11 marzo 2020 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) ha dichiarato che il coronavirus aveva raggiunto il livello di pandemia globale.

In risposta, molti paesi hanno imposto misure di quarantena, chiuso scuole e aziende , posto restrizione sui viaggi per limitarne la diffusione.
Proteggere, resistere, collaborare, supportare, fare sacrifici sono state queste le espressioni piu’ utilizzate dai leader mondiali per creare solidarieta’ tra i propri cittadini durante questo periodo di crescente paura e incertezza.
Tuttavia, il compito di far fronte alla crisi di salute pubblica, tenendo conto allo stesso tempo degli effetti sull’economia e sulle persone piu’ vulnerabili, non e’stato e non sara’ anche in futuro un compito tanto facile.

E’ un compito che puo’ aumentare la disuguaglianza sociale e minacciare i diritti umani .
Sicuramente la pandemia ha richiesto e tuttora richiede drastiche misure sanitarie per salvare le vite umane, ma e’ importante in questo processo tenere conto anche dei criteri legali per limitare e andare in deroga ai diritti umani, al fine di evitare misure arbitrarie, eccessive o di troppa ampia portata. E qui, mi permetto di affermare, il discorso diventa anche squisitamente politico: non ho le competenze ne’ la presunzione di dispensare ricette risolutive, ma sono convinta che occorra adottare un approccio il piu’ possibile olistico ai diritti umani, al fine di proteggere i piu’ vulnerabili e costruire la resilienza globale nel nostro mondo interdipendente. Mentre ci sforziamo di proteggere il diritto alla salute, non potremo fare a meno di trascurare l’istruzione e i diritti dei lavoratori.

La risposta migliore sara’ la risposta proporzionata alle minacce immediate, che rispetti i diritti umani e lo stato di diritto.
Guardare avanti, ma cercando di ricostruire meglio il prima! Gli obiettivi di sviluppo Sostenibile, che sono fondati sui diritti umani, forniscono la struttura per costruire economie e societa’ piu’ inclusive , rafforzare i diritti economici e sociali consolida la resilienza nel lungo periodo.
Siamo tutti coinvolti!
Il virus sta minacciando tutti; i diritti umani migliorano le condizioni di tutti.
Ma ancora una volta, il processo non sara’ semplice, e il cambio di paradigma dovra’ essere “politico a 360 gradi”, vale a dire, in una sola parola, CULTURALE!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Imagoeconomica 

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