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ABEMUS MARIO … NON GESU’

Draghi sarà pure SuperMario, ma non cammina sull’acqua, non moltiplica i pesci e non trasforma l’acqua in vino ….

Insomma non fa miracoli, quelli che servirebbero per riassestare l’Italia che, poco a poco, si è “divorata” tutti i benefici del miracolo economico anni ’60 e le “nozze di Cana” le fa con i fichi secchi, ammesso che se li possa permettere!
Troppe sono le cose da mettere in cantiere …. subito e per prime …. dal lavoro alla scuola, dall’economia alla pandemia, dal …. al …. e Draghi avrà pure competenza e capacità, ma, poveraccio, deve anche rendere conto ai politici, a partiti, partitini, partitucoli, a gente cui, se dovessimo essere noi imprenditori, non daremmo il lavoro neppure nel caso fossero loro a pagarci!

E non fraintendiamoci, perché la questione non è …. alla Briatore …. dato che parlare con un operaio, con un muratore, un raccoglitore di pomodori è sicuramente meglio che con il blablatore ed i suoi accoliti ….
I problemi italici sono noti e per metterci mano, ammesso di VOLERLO prima ancora di FARLO, ci vorranno decenni ed occorrerà prendere decisioni impopolari, perché solo in questo modo ci potrà essere un futuro per l’Italia e gli italiani.

Questo forse è il concetto principale, IL FUTURO, ovvero, cosa lasceremo in eredità ai nostri figli ed ancor più ai nostri nipoti? Magari il calo demografico del nostro Paese dipende anche da cotanto “piccolo” concetto?
Tali domande si collegano poi ad un’altra questione fondamentale, quella della collettività, del nostro prossimo, figli e nipoti compresi; meno individualismo e più bene comune, o possiamo chiudere baracca e burattini sin da subito, dato che il nostro vicino di casa è come nostro figlio, i suoi nipoti uguali ai nostri.

Draghi oggi mi sembra un allenatore, quello di una squadra che naviga nei bassifondi della classifica, in quella zona retrocessione da cui tutti vogliono uscire il prima possibile, ma che non si abbandona dall’oggi al domani e per lasciare la quale occorrono sacrifici, lealtà, senso del dovere da parte di tutti i giocatori.

Quei giocatori che sono i nostri politici, buoni, decenti o da …. rottamare il prima possibile, ma dai quali dipende la strada da intraprendere; se i personalismi, i veti, le ripicche, saranno finalmente lasciati da parte potremo tornare a VIVERE in modo migliore, altrimenti servirà davvero Gesù e Draghi rimarrà solo uno a cui dare colpe non sue, uno di cui parlare in modo dispregiativo, quando invece occorrerebbe un bell’esame di coscienza, sempre che si sappia ancora cos’è la coscienza ed il saper fare un esame!

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto IMagoeconomica

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