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A TU PER TU CON GIANCARLO VOLPATO

È il 21 novembre 1993. Giancarlo, 18 anni, diplomato e in attesa della chiamata a militare, insieme ai suoi amici e compagni di squadra sta giocando l’immancabile partita di rugby, lo sport a cui si dedica dai tempi delle medie. Durante la prima mischia, viene colpito e cade improvvisamente a terra, senza riuscire ad avere più alcun controllo sul suo corpo, provando una sensazione di torpore e strano calore agli arti che non aveva mai provato prima.

Nonostante lo shock, Giancarlo non perde la lucidità e comprende subito che l’incidente aveva causato un trauma importante. All’arrivo dei soccorsi la sua situazione viene quasi sottovalutata, o comunque non ne viene compresa immediatamente la gravità, tant’è che viene portato negli spogliatoi. Solo successivamente viene chiamata un’ambulanza che lo porterà nell’ospedale di Bassano del Grappa, da dove verrà però immediatamente trasferito in elisoccorso all’ospedale di Treviso: qui verrà sottoposto ad un lungo e delicato intervento di neurochirurgia. Ne consegue una degenza in terapia intensiva durata un paio di mesi, scanditi ogni giorno da nuove complicazioni che hanno portato Giancarlo, tra l’altro, a subire una tracheotomia, e alla ventilazione assistita.

Il primo miracolo è che poi ad un certo punto ho iniziato a respirare autonomamente” mi racconta Giancarlo. “Il secondo miracolo è che proprio il giorno dopo si è liberato un posto in Unità Spinale a Vicenza, dove i posti sono veramente limitati. È stato predisposto subito il trasferimento ed è iniziato un lungo periodo di riabilitazione: nove mesi in cui ho imparato a riprendere con pazienza e calma le mie funzioni vitali. Respirare autonomamente, deglutire, parlare… sì insomma tutte quelle cose che in condizioni normali facciamo in modo automatico”.

Dopo questo lungo periodo, il rientro a casa. “L’impatto è stato difficile, era la mia casa, quella dove avevo sempre vissuto, eppure non la sentivo più mia, non ne riconoscevo più gli odori. All’inizio pensavo che sarebbe stato addirittura meglio se fossi rimasto in ospedale. Per fortuna ho una famiglia fantastica, dei genitori e due fratelli meravigliosi che mi hanno assistito amorevolmente e continuano a farlo tutti i giorni. Perché dalla mia condizione non si guarisce. Hanno dovuto imparare anche loro ad aiutarmi, per un lungo periodo mi hanno accompagnato e affiancato durante la riabilitazione. Ero arrivato a fare 7 ore di fisioterapia al giorno, consapevole che anche se ne avessi fatte 24, non sarei comunque più ritornato a camminare”.

Il percorso riabilitativo prevedeva anche un sostegno psicologico: “La psicoterapia mi ha indubbiamente aiutato, ma ho dovuto trovare io, dentro di me, ogni giorno, lo stimolo e la forza per andare avanti, ponendomi sempre nuovi obiettivi che diventassero la mia motivazione, la mia ragione di vita”.
E uno dei primissimi obiettivi che ha realizzato Giancarlo, grazie anche al prezioso supporto degli amici di sempre che non l’hanno mai abbandonato, è stato creare un portale in cui ha raccolto tutte le informazioni sulle lesioni spinali: nasce così nel 2001 il portale www.lesionispinali.org che diventa velocemente punto di riferimento a livello nazionale anche grazie al supporto di medici e professionisti di vari ambiti (legale normativo fiscale ecc) che danno consulenze e risposte ai quesiti che vengono posti.

A fine 2001 Giancarlo costituisce l’Associazione La Colonna, oggi Associazione La Colonna Lesioni Spinali APS Onlus, che organizzando eventi di vario tipo, raccoglie fondi che vengono destinati alla comunità: “Il bene che ci viene fatto va messo a disposizione di tutti, per questo tutti i soldi che raccogliamo li utilizziamo per aiutare Enti e per sostenere la ricerca. Recentemente abbiamo donato un lettino da visita elettronico all’Ulss 3 di Mirano, 5mila euro li abbiamo donati per l’acquisto di macchinari per le terapie intensive dell’Ulss 3 Serenissima e dell’Ulss 2 Trevigiana in piena emergenza Coronavirus, e abbiamo permesso la realizzazione di un Parco Inclusivo a Mirano ossia un parco giochi speciale per bambini con difficoltà motorie”.

Ne parla con orgoglio Giancarlo. Orgoglio misto ad emozione. La stessa che trapela quando gli chiedo di parlarmi del suo libro. “Si intitola Così come sono, è uscito nel 2017, racconta la mia storia ma non è la classica autobiografia… te ne mando una copia così lo leggi. È stato presentato allo Stadio Olimpico durante la finale del 6 Nazioni Italia-Francia: il mondo del rugby è meraviglioso, davvero una grande famiglia molto solidale”.

Gli chiedo come sta oggi, e quali sono i suoi desideri e le sue paure per il futuro. “Oggi sto bene diciamo. Ogni giorno c’è un acciacco nuovo, una nuova complicazione, e il mio impegno è quello di circoscrivere sempre i danni. Lavorare per l’Associazione riempie le mie giornate, dando loro senso. Tenendo la mente sempre impegnata non penso alla mia condizione, non penso ai limiti, non penso alla paura del dopo, a quando i miei genitori non ci saranno più… prima o poi dovremo iniziare a pensare anche a come fare. Per ora però voglio pensare al mio sogno, che è quello di realizzare un intero centro di riabilitazione per la cura delle lesioni spinali: sono lesioni che richiedono una preparazione speciale, ed una sensibilità altrettanto speciale”.

Per chi volesse donare a favore dell’Associazione, sul sito www.lacolonnaonlus.it sono disponibili tutte le informazioni (coordinate bancarie, 5 per mille, acquisto libri ecc). Nello stesso sito sono indicati anche tutti gli obiettivi ad oggi raggiunti di cui Giancarlo va, a giusta ragione, fiero.
Non smetteva di ringraziarmi Giancarlo alla fine dell’intervista.
E invece sono io a ringraziare lui perché mi ha dato prova che un cuore che batte e che spera, non ha bisogno di gambe che camminano e di braccia che si muovono per amare. In ogni suo respiro e in ogni sua parola, credetemi, ho avvertito un alito d’amore.

A cura di Sara Patron – Foto Redazione

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