PAPA FRANCESCO, E’ SUFFICIENTE “PREGARE” PER LIBERARCI DALLA PANDEMIA?
A peste, fame et bello libera nos, domine”.

Traduco: dalla peste, dalla carestia e dalla guerra, liberaci, o Signore!

La triplice petizione a Cristo, parte dalle Litanie dei Santi, rievoca subito alla mente le pubbliche processioni in occasione di calamita’, che ancora in contesti rurali vengono spesso effettuate in un latino storpiato, ma pur sempre affascinante.
E’ una sorta di processione, per invocare la fine della pandemia da coronavirus, è quella in solitaria fatta da Papa Francesco, domenica pomeriggio, verso le chiese romane di Santa Maria Maggiore e San Marcello al Corso.

Papa Francesco, in aggiunta, comunque ha inviato centomila euro alla Caritas italiana per far fronte alle esigenze dei più deboli, e la presidenza della conferenza episcopale ha deciso di devolvere dieci milioni di euro alla Caritas.
L’ingente somma è finalizzata a sostenere gli organismi pastorali nelle loro azioni di supporto alle persone in difficoltà a causa dell’emergenza.
I fondi provengono da donazioni di privati e dall’otto per mille che i cittadini destinano alla chiesa cattolica.
Saranno le 220 Caritas diocesane, distribuite in tutta Italia, a individuare gli interventi più urgenti, territorio per territorio, dando priorità a forme di sostegno economico alle famiglie piu’ bisognose, dall’acquisto di generi di prima necessita’, alla realizzazione di attività di ascolto destinate ad anziani soli, e a persone fragili, fino a toccare tutto il tema delle mense con servizio da asporto, o i dormitori protetti.

L’invito di Francesco a lasciare aperte le chiese per la preghiera personale, restando però vietata, al momento fino al 3 aprile, la celebrazione delle messe con i fedeli, nonchè di matrimoni e funerali, disposto dalla Cei, risponde alla volontà di trovare un equilibrio tra esigenze spirituali, e tutela della salute pubblica.

E’ innegabile che così posta la questione sembra essere tutta interna alla chiesa, senza dimenticare che gli accennati interventi a disposizione di Vaticano e Cei risultano essere un po’ tardivi rispetto a quella che si profilava da tempo come emergenza nazionale e mondiale.

C’e’ da dire comunque che, a seguito delle richieste della protezione Civile, le diocesi iniziano a mettere a disposizione le proprie strutture per ospitare persone o gruppi familiari che non possono vivere la quarantena nella propria casa.

E mentre Fabio Fazio commenta su Twitter l’intervista a Bergoglio in cui dice di essere” travolto dall’emozione e che dovrà cercare di meritarsi questo onore e questa responsabilità” per aver saputo che il Papa è rimasto colpito dalle sue parole, che evidenziavano che la pandemia ci fa imparare tante cose, di noi e degli altri, anche noi ci auguriamo che l’elenco delle cose importanti da fare, capite durante questo isolamento, venga, se non per tutto, ma in parte realizzato.

Altrimenti, se cosi’ non fosse, che dire, non ci resta veramente altro che pregare Dio che ci liberi dal male!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Marco Iorio Roma

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