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A CHI CREDERE?

Ormai non passa giorno che non ci capiti di leggere pareri di medici, virologi, scienziati, che discordano, anche in maniera notevole, tra di loro relativamente al Covid-19; il tutto escludendo a priori le fake che imperano senza che si riesca ad eliminare o perlomeno circoscrivere quello che è ormai un problema nel problema. E, allora è come se percorri un lungo portico che non riesce a dare una risposta adeguata… attendi e sei costretto ad adeguati, dove rimane solo la speranza di tornare libero anche se sai, che la nostra vita non sarà più come prima.

E noi poveri ignoranti, che nulla sappiamo di virus, pandemie, malattie, cosa dobbiamo fare? A chi dobbiamo credere?
Perché il tempo si dilata, la stalla è stata chiusa quando chi doveva uscire lo aveva fatto abbondantemente e ci troviamo aggrappati alla speranza di un domani che ci sembra di giorno in giorno più distante ed i cui contorni sono sempre più nebulosi, senza dimenticare che più passa il tempo e più al problema sanitario dovremo aggiungere quello economico, e non mi pare che si possa considerare il mal comune mezzo gaudio.

Siamo ormai, chi più chi meno, tutti focalizzati ai numeri, quelli della conferenza stampa di ISS e Protezione Civile, che alle 18,00 ci danno le risultanze di positivi, ricoverati, guariti e, purtroppo, deceduti; numeri dai quali cerchiamo di avere speranza, ma che non sempre sono in grado di spingerci verso una situazione migliore, perché i dati sono altalenanti e chissà quando potranno permetterci una ripartenza sicura, anche se solo parziale.

Altrettanto importanti ed attesi sono i numeri globali della pandemia, visto che tutto il mondo è stato colpito, anche se non ci si spiega come mai, giusto per fare un esempio, i Paesi Nord europei e la stessa Germania siano stati colpiti ma registrino un tasso di mortalità ben inferiori al resto d’Europa, mentre negli Stati Uniti il “liberismo” dello sceriffo Trump li ha portati ad essere la nazione con più morti.
Numeri, numeri, numeri e polemiche, bisticci, comportamenti sconsiderati, che spesso causano i problemi che sono sotto gli occhi di tutti.

Nel nostro Paese la sanità è stata, già da tempo, affidata alla gestione delle Regioni e questo ha sempre portato l’opinione pubblica a pensare a quelle Regioni virtuose, capaci di farla funzionare, fino a ieri, fino allo scoppio di questa “pestilenza” che ha messo a nudo la verità di chi blatera e va in tv a farsi bello ma ha sulla coscienza una gestione a dir poco inadeguata; vero che nessuno era preparato a fronteggiare un pericolo così immane, ma è poi proprio vero che il Coronavirus sia così pericoloso se, invece di perdere tempo magari lavandosi le mani di chi era in prima linea, si fossero immediatamente poste in atto le adeguate contromisure ed invece di fare i furbi mettersi nelle mani degli specialisti? Certo sbagliano anche loro, ma se ho mal di pancia meglio che mi curi un medico o un politico?

Abbiamo letto e sentito di tutto in quest’ultimo mese e mezzo e, a proposito di regioni, non è neppure una questione di colori politici, perché il Piemonte è governato dallo stesso schieramento della Lombardia, eppure per quanto sia difficile, la situazione è ben diversa, così come in Veneto, nonostante qualche scivolone del Presidente Zaia, che però magari ha collaboratori migliori di quelli del collega Fontana.

Numeri, numeri e tanti, troppi morti, che può essere solo una mia impressione ma potevano in buona parte essere evitati; negli ospedali, specie in quelli delle zone più colpite, per due settimane si è andati letteralmente allo sbaraglio, mettendo in pericolo medici, personale e pazienti, specie quelli già colpiti da altre patologie, senza che fosse emanato qualunque tipo di allerta, tanto c’è sempre qualcun altro a cui dare la colpa.

Discorso non molto diverso ce lo da la politica, dove anche di fronte ad un problema vero e proprio non si fa altro che litigare, scaricandosi colpe uno con l’altro! Parliamo tanto di UE e delle sue divisioni, ma non ci accorgiamo che in casa nostra siamo anche peggio? Orticelli miserevoli da far apparire il meglio per il popolo italiano, tra apparizioni televisive, rosari inutilmente sguainati che la Madonna se dovesse dare veramente un segno non potrebbe che essere un bel fulmine inceneritore, per tutti, da chi governa senza competenze a chi fa opposizione senza farsi mancare comportamenti peggiori del virus stesso.

Poi c’è l’UE, quella che secondo molti ha colpe ben maggiori del Coronavirus; bene, vorrei al proposito fare un paio di esempi che forse potrebbero calzare bene: il primo è relativo a cosa fare per cercare di superare non solo la crisi sanitaria ma anche quella economica e mi viene in mente un condominio, uguale a quelli dove abitano molti di noi, con famiglie eterogenee per reddito e ceto sociale…

E se foste al posto di chi lavora, fatica, cerca di vivere entro il limite delle proprie possibilità, magari con un auto di piccola/media cilindrata, datata e che serve a marito, moglie, figlio/a, insomma gente come ce ne è tanta, che ha come vicini di casa una famiglia completamente diversa, tre persone e tre auto, magari cambiate almeno una volta l’anno, sempre con in tasca l’ultimo, costosissimo modello di telefonino, ignoranti e maleducati, per nulla propensi a considerare o preoccuparsi degli altri e che, per ultimo, non pagano le spese di condominio, hanno debiti in giro… bene, nell’UE ci sono Paesi come la famiglia numero uno ed altri come la seconda ed in questa schiera pure noi, con politici che sbandierano stupidità ai quattro venti ma mai si guardano allo specchio.

La seconda cosa è un fatto capitatomi più di vent’anni fa: ero di buon mattino ad attendere l’autobus per andare al lavoro, era estate, periodo di ferie e arriva alla fermata una coppia tra i quaranta ed i cinquant’anni e subito dopo una signora più anziana che si mette a chiacchierare con la coppia; questi stanno andando a ritirare il sussidio di disoccupazione e poi a Porta Palazzo, il mercato più grande di Torino, mentre la signora anziana va anche lei al mercato. Passano pochi secondi, a tutti e tre squilla il cellulare ed ecco spuntare dalle tasche l’ultimo modello di telefonino uscito sul mercato, roba da un milione di lire circa!

Li guardo e penso al mio Nokia 2010, ma penso anche a chi, con il sussidio di disoccupazione o con una pensione non certo ricca, si può permettere una spesa come quella del cellulare, specie dopo aver sentito tutti lamentarsi del costo della vita! Sono passati tanti anni e quell’episodio è sempre nella mia mente, con l’amaro che le cose non sono cambiate, anzi sono pure peggiorate, ma ci lamentiamo di chi vive più modestamente, non ha un debito pubblico da Paese del quinto mondo e politici che hanno, nessuno escluso, contribuito fattivamente al creare codesta situazione.

Siamo arrabbiati e dobbiamo prendercela con qualcuno che non è disposto a coprire i nostri debiti, ma se fossimo quelli che nel condominio sono costretti a pagare le spese anche di altri? Ne saremmo contenti?
Sono uscito dal tema? Può essere, ma anche questa è una questione di numeri, fortunatamente non come quantità di morti, ma i debiti non sono propriamente una gran bella cosa, specie quando si devono pagare, senza colpa, quelli degli altri.

Chiudo con un ultimo giro di numeri, quelli cioè di chi giornalmente viene fermato per un controllo e multato o addirittura denunciato per aver disatteso alle disposizioni vigenti; settimanalmente siamo a quota 100.000 (centomila) circa, ovvero l’equivalente dei residenti di città come Alessandria, Cesena, Catanzaro, ovvero un numero esorbitante di imbecilli che se ne fregano di tutto e tutti! Come sappiamo la madre dei cretini è sempre incinta, eppure c’è ancora chi certi comportamenti li giustifica, più coglione (chiedo scusa ma a volte bisogna usare termini ben chiari) dei coglioni. Rimedi? Fate voi, pensiero libero…

Il Direttore Responsabile Maurizio Vigliani – Foto Shutterstock_

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