LA SS THISTLEGORM

I mari sono mondi da scoprire, anche per quanto riguarda i relitti, di ogni tipo ed epoca, compresa la Seconda Guerra Mondiale, con navi ed aerei che giacciono su fondali più o meno profondi, meta di subacquei che a seconda delle difficoltà e della loro esperienza si immergono per riviverne le storie.

Nel Mar Rosso, vicino alla barriera corallina di Sha’ab Alì, nel Golfo di Suez, si trova il relitto di una nave mercantile inglese, affondata da una bomba d’aereo il 6 ottobre del 1941: la SS THISTLEGORM.
Varata il 9 aprile 1940, lunga 126 metri e larga 18, il mercantile aveva una stazza di 4.898 tonnellate ed imbarcava un equipaggio di 41 marinai; utilizzata inizialmente nella rotta verso l’America, la THISTLEGORM, fece poi parte di un convoglio che doveva rifornire le truppe inglesi impegnate nel Nord Africa.
La via del Mediterraneo non era percorribile ed i convogli degli alleati doveva circumnavigare l’Africa e dopo una sosta a Città del Capo, proseguivano il loro viaggio nel mar Rosso, verso il Canale di Suez, per poi raggiungere Alessandria.

La notte tra il 5 e 6 ottobre del 1941, il convoglio di cui il mercantile faceva parte, era in sosta nelle vicinanze di Sha’ab Alì, mentre si procedeva allo sminamento del Canale di Suez, e fu attaccato da un gruppo di bombardieri Heinkel HE 111; una bomba penetrò nella stiva numero 4 della nave , in cui oltre ad esplosivi ed obici di cannone erano stivati materiali vari, esplose, spezzando la nave in due tronconi e causando la morte di nove uomini dell’equipaggio.

Il relitto fu scoperto nei primi anni cinquanta da Jacques-Yves Cousteau ed è oggi meta di subacquei, che però stanno mettendo in pericolo la struttura del relitto, visitabile anche nel suo interno, dove sono le bolle d’aria a causare i maggiori danni.
In realtà l’immersione è piuttosto difficoltosa ed è quindi riservata a sub esperti ed in possesso di brevetti avanzati; solitamente si effettua con due immersioni, la prima delle quali partendo dall’elica, a 33 metri di profondità, per girare intorno al relitto e visitare la cabina del capitano, oltre a distinguere perfettamente residuati bellici ancora perfettamente intatti.

Anche la parte poppiera, quella devastata dall’esplosione, fa parte della prima immersione ed insieme a parti devastate, si possono comunque distinguere perfettamente moltissime scatole di munizioni e due carri armati leggeri.

La seconda immersione, con una discesa sino ai 25 metri di profondità, è riservata alla parte interna del relitto e più precisamente alle stive 1 e 2, dove sono riconoscibilissimi materiali bellici di ogni tipo, comprese automobili, parti di ricambio di aerei, autocarri e persino due Rolls-Royce blindate.
Nella storia dei mari non mancano, come detto, i relitti, che raccontano storie drammatiche, comprese quelle di guerra, a fare da monito, per le generazioni future, pur se, visti i fatti, non bastano per una pace duratura.

A cura di Bruno Vigliani – Immagini e montaggio di Bruno Vigliani  

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