Il termine più in voga oggi è “partnership”. Sarà perché suona meglio di cessione? L’ultimo esempio riguarda l‘Atalanta; infatti, a Bergamo nessuno vuole dire che è stata venduta, per non rovinare quel senso di appartenenza unico tra le provinciali. Una squadra internazionale nel panorama del calcio italiano, simbolo dell’attaccamento del club al territorio. Usa questo termine anche il nuovo “manager” del club bergamasco: Stephen Pagliuca, co-presidente del fondo americano Bain Capital e uno dei proprietari dei Boston Celtics di basket.

La cordata a stelle e strisce ha acquisito il 55% della Dea Srl. I nuovi proprietari americani detengono la maggioranza, mentre la famiglia Percassi, a riconoscimento dell’ottima gestione sportiva, ha il 45% dell’holding dell’Atalanta. Percassi senior, conserverà il ruolo di presidente, il figlio quello di amministratore delegato, mentre Pagliuca sarà co-presidente. L’obiettivo è di aiutare lo sviluppo del club e lavorare per rafforzare il marchio a livello globale con l’ambizione di aumentare i ricavi e permettere alla squadra di diventare ancora più competitiva in Italia e all’estero.

L’Atalanta e i Boston Celtics condividono molti valori sportivi, tra questi uno straordinario rapporto con i tifosi e la comunità circostante. La volontà delle parti è di applicare i moltiplicatori del marketing dello sport Usa per spingere ancora più in alto le potenzialità della Dea, che già possiede le parti fondamentali: un’identità forte, uno stadio nuovo, un centro sportivo all’avanguardia è una dirigenza capace di scommettere sui calciatori giusti, senza fare spese folli. Questa partnership, con compratori americani di così alto profilo, non potrà che accelerare il percorso di crescita della società. Con queste premesse il desiderio di intravedere anche il sogno scudetto, in un futuro da big, potrebbe diventare realtà.

Con i rinforzi a stelle e strisce, sicuramente, potrebbe essere un altro traguardo raggiungibile. Ora le proprietà straniere nel campionato di serie A sono: Atalanta, Fiorentina, Genoa, Milan, Roma, Spezia e Venezia (Stati Uniti); Bologna (Canada); Inter (Cina). Dopo diversi club anche di serie B, il Cesena, terzo nel girone B di serie C ha passato la mano. Infatti, il club bianconero, alla fine dell’anno ha perfezionato il passaggio delle quote (60%) a una cordata a stelle e strisce controllata da Robert Lewis e John Aiello con l’appoggio di un gruppo d’imprenditori americani. Per il Cavalluccio se son rose, sicuramente, fioriranno, altrimenti…

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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