All’inizio del 1900 l’unica realtà calcistica presente (dal 1899) sul territorio milanese era il Milan Football Cricket Club, contraddistinta dai colori rossoneri, che ebbe modo di aggiudicarsi in quel periodo lo scudetto ed altri importanti trofei.

Nella squadra militavano diversi giocatori stranieri, a cominciare dal capitano, il britannico Herbert Kilpin. ma in casa rossonera, non tutti erano favorevoli alla presenza di calciatori d’oltre confine.

Si venne a creare un nutrito gruppo di dissidenti disposti a dar vita ad un movimento calcistico improntato sull’internazionalità. A capo di questo gruppo c’era il pittore futurista Giorgio Muggiani che, il 9 marzo del 1908, insieme ad altri 43 soci fondatori (al momento dirigenti del Milan) si ritrovarono al ristorante Orologio situato a pochi passi dal Duomo, creando l’atto costitutivo, scritto a penna sul retro di una lettera: un documento in cui riconoscevano il ruolo di calciatori e dirigenti stranieri nel mondo del calcio.

Nacque così, con un atto quasi rivoluzionario per l’epoca, e con otto giocatori svizzeri presenti nella prima formazione, la società Football Club Internazionale.

Gli otto calciatori elvetici erano Karl Hopf, Käppler, Werner Kummer, Hernst Xavier Marktl, Niedermann, Ugo Rietmann, Bernard Schüler e Arnaldo Wölkel.

“Questa notte splendida – commentò Muggiani – darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”.

Muggiani disegnò anche il logo del club: un fondo dorato delimitato da due cerchi, uno blu e uno nero, e con le lettere in bianco FCIM (Football Club Internazionale Milano) intrecciate fra loro.

Il primo presidente fu Giovanni Paramithiotti. Il primo capitano Hernst Marktl.

La stampa dell’epoca, diede ampio spazio all’evento, a cominciare dall’autorevole Gazzetta dello Sport: “Foot-Ball Club Internazionale è il nome, anzi, il titolo del nuovo club, sorto da pochi giorni a Milano. Il nuovo club, nato da una deplorevole scissura che non pochi malintesi hanno creato in seno al Milan Club, è composto in maggioranza di attivi footballey e di parecchi appassionati.

Il massimo buon volere ed i migliori propositi sono le basi della nuova società, che per ora promette poche e buone cose. Scopo precipuo del nuovo Club è di facilitare l’esercizio del calcio agli stranieri residenti a Milano e diffondere la passione tra la gioventù milanese, alla quale vanno fatte speciali e assai lodevoli felicitazioni.

I nostri auguri di vita lunga, prospera e, quel che più conta, concorde vadano al nuovo sodalizio, che troverà certo nei suoi fondatori quella buona volontà necessaria perché i buoni intendimenti manifestati abbiano miglior successo”.

Con l’inizio del ventennio fascista in Italia, l’ Inter si fuse, per ragioni politiche, con l’Unione Sportiva Milanese assumendo la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, nome che conservò per 17 anni. Nel 1945, Carlo Masseroni, presidente dell’epoca, annunciò il ritorno al primo vero nome del club: l’Internazionale.

articolo a cura di Franco Buttaro

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