Sono passati 145 anni da quel 5 marzo 1876, giorno di uscita del primo numero del Corriere della Sera. Era domenica, la prima di quaresima, in quegli anni i giornali non uscivano nei giorni di festa e di riposo. Scelta provocatoria che spinse alla decisione di devolvere il ricavato delle vendite in beneficenza.

Quattro fogli stampati in tremila copie, ognuna al costo di 5 centesimi, che gli strilloni iniziarono a distribuire verso le nove di sera.

“Pubblico, vogliamo parlarti chiaro. In diciassette anni di regime libero – scrisse nel suo primo editoriale il direttore Eugenio Torelli Viollier – tu hai imparato di molte cose. Oramai non ti lasci gabbare dalle frasi. Sai leggere fra le righe e conosci il valore delle gonfie dichiarazioni e delle declamazioni solenni d’altri tempi.

La tua educazione politica è matura”.
Viollier avviò dunque questa nuova avventura editoriale, con un investimento iniziale di 30000 lire e la collaborazione di tre soci, fissando la sede presso la Galleria Vittorio Emanuele, luogo simbolo della borghesia milanese. La prima squadra era composta da tre redattori e quattro operai, in prima pagina, oltre il suddetto editoriale, la prima puntata del romanzo “L’incendiario” di Elie Berthet.

La seconda pagina ospitava la cronaca e la politica, e una rubrica dal titolo “ciarle del curioso” in cui si descrivevano le piante carnivore. Terza pagina dedicata alla cronaca di Milano, agli spettacoli, notizie di borse ed estrazione del lotto. Infine la pubblicazione di una circolare ministeriale dove si invitavano i prefetti a vigilare sui quaresimali pronunciati nelle chiese (visto il clima di conflitto tra Regno d’Italia e Chiesa romana).

Negli anni successivi, grazie all’introduzione di telegrafo e rotativa, si arrivò alle 60.000 copie del 1889.
Con l’inizio del nuovo secolo e con la nomina di Luigi Albertini a direttore responsabile del gruppo Crespi, nuovo proprietario del giornale, le vendite ebbero un’impennata raggiungendo quota 150.000, attribuendo al Corriere il primato di quotidiano più diffuso, grazie anche ad alcuni periodi collegati come la “Domenica del Corriere” ed il “Corriere dei piccoli“.

Nel 1904 la Redazione fu trasferita in un palazzo progettato dall’architetto Luca Beltrami, in via Solferino, che divenne da allora la sede storica. L’interesse per la Prima guerra mondiale permise di sfondare il muro delle 600.000 copie nel 1920.

Dopo gli anni difficili della censura fascista, il dopoguerra vide la testata cambiare nome due volte, da “Corriere d’Informazione” nel ’45-’46, a “Nuovo Corriere della Sera” nel ’46-’59, fino al recupero della originaria dicitura.
Tra il ’73 e il ’74 il giornale cambiò proprietà e venne acquistato dalla Rizzoli Editore.

Dal 1 maggio 2015 è diretto da Luciano Fontana, succeduto a Ferruccio de Bortoli. Il 5 luglio 2016 , Urbano Cairo conquista il controllo del gruppo editoriale Rcs Media Group che pubblica il giornale.

Dal mese successivo Cairo entra da editore, presidente e amministratore delegato in via Solferino a Milano, sede attuale del “Corriere della Sera”.

articolo e foto a cura di Franco Buttaro

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