Roma ieri ha festeggiato il 30mo anniversario del “Pride 2024”, la sfilata LGBTQIA+, con un affollatissimo corteo che ha attraversato il centro della capitale e che si è concluso alle Terme di Caracalla.
Annalisa ha regalato il suo contributo canoro facendo cantare e ballare gli accoliti!
Circa 40 “carri” dotati di tamburi e alto parlanti che, a tutto volume, hanno invaso strade e quartieri, con migliaia di persone che hanno partecipato e applaudito l’evento. Il brano cult è stato “Ma non tutta la vita” dei Ricchi e poveri.
Sul primo “carro” era ovviamente presente la segretaria del PD Elly Schlein, che come sempre, alla ricerca di visibilità ha lanciato i sui messaggi sul “gender fluid” affermando: “Noi continueremo a difendere i diritti delle persone Lgbtqia+, nonostante il governo abbia perso un’altra occasione durante questo G7 dove magicamente sono sparite alcune parole. La parola aborto, identità di genere, orientamento sessuale. Possono cancellare qualche parola ma non possono cancellare i nostri corpi e la nostra lotta per la libertà e l’eguaglianza di tutte le persone. Noi come Pd continueremo a lottare per i matrimoni egualitari, per una legge contro l’odio e l’omolesbotransfobia e per i diritti di tutti e tutte i figli delle coppie omogenitoriali. Andremo avanti perché è una vergogna che dopo un anno e mezzo di questo governo Meloni, l’Italia sia scivolata alla 36esima posizione su 48 in Europa, più in basso dell’Ungheria, sui diritti Lgbtqia+. Continueremo a lottare, l’amore non si discrimina“.
Dal “carro” occupato dal “Circolo Mario Mieli” e dalle sagome dei conduttori tv e giornalisti, che si sono schierati con la comunità Lgbtqia+ sono state recitate le solite frasi che esaltano la “grande cultura e l’intellighenzia” della sinistra e dai radical chic: “Continua a difendere le tue idee come Serena, anche se Giorgia ci rimane male” – “Leggi i monologhi di Antonio, anche se Giorgia ci rimane male”.
Non potevano certo mancare tra le bandiere rain-bow quelle della Palestina che hanno sventolato alle 15 in piazza della Repubblica, da dove è partita la parata.
La comunità “queer “ebraica, a seguito il “messaggio dell’Associazione Keshet Italia che temeva violenze causate dall’odio antisemita, non ha partecipato al Pride.
Lo slogan “30 anni di orgoglio, lotta, progresso” e il logo dell’evento richiamano e ricordano l’artista colombiano Santiago Olivares, meglio conosciuto come Sako Asko. “Il logo propone un albero che rappresenta la comunità LGBTQIA+, forte nelle sue radici, che continua a crescere rigogliosa nonostante gli attacchi e le violenze subite nel corso della sua storia. Ogni ascia rappresenta un insulto omofobo, un attacco subito da quanti, in nome di un proprio culto o ideologia, hanno cercato di bloccare la strada percorsa dalla comunità LGBTQIA+“.
Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride 2024, ha dichiarato: “Quest’anno celebriamo un traguardo significativo: 30 anni di orgoglio, di lotta e di progresso. Il nostro impegno per i diritti e l’inclusione continua più forte che mai, nella consapevolezza e responsabilità della strada percorsa da chi ci ha preceduto e della lunga strada ancora da percorrere. Continueremo ad andare avanti e a lottare nella convinzione di una società più giusta che non lascia indietro nessuno. Questo manifesto incarna la nostra storia, la nostra forza, la nostra determinazione e la nostra intenzione di non arrenderci mai. Il 15 giugno invitiamo tutt* a partecipare e a unirsi alla comunità LGBTQIA+ per ricordare i nostri 30 anni di orgoglio ma, soprattutto, per continuare a lottare per un futuro più equo, giusto, civile e migliore per tutt*”.
All’evento e capifila del corteo non potevano mancare il sindaco dem di Roma, Roberto Gualtieri, che ha aperto la manifestazione, e in un frangente ha sostituito la fasci tricolore con quella arcobaleno, una delegazione dei parlamentari del M5S e il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
Magi ha sottolineato: “I diritti Lgbt sono una spia dello stato di salute della democrazia. Pensiamo che la posizione dei diritti delle persone Lgbtqia+ sia la spia dello stato di salute di una democrazia. Abbiamo deciso di dedicare il nostro carro allo slogan Libera frociaggine in libero Stato, citando il Pontefice in una sua uscita non proprio felice, che però ci consente di rimettere al centro la questione della laicità dello Stato“.
Il M5S, tramite Alessandra Maiorino, Vicepresidente vicaria del Gruppo M5S al Senato e coordinatrice del comitato Politiche di Genere e Diritti Civili, ha invece affermato: “Il Movimento 5 Stelle partecipa al Roma Pride, come abbiamo sempre fatto, con le nostre bandiere e la bandiera Rainbow, perché mai come oggi, marciare con la comunità Lgbtqa+ è un atto politico. È una battaglia di tutte e tutti, anche di chi, da eterosessuale, ha a cuore i valori della libertà e dell’uguaglianza. Non si sta facendo nulla per gli asili nido, il welfare familiare, le pensioni delle donne. Alle persone transgender viene tolta la possibilità di supporto presso le strutture pubbliche del nostro sistema sanitario, vengono sottratti i figli e le figlie alle coppie arcobaleno. Il governo non sottoscrive gli impegni in ambito europeo contro la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere“.
A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto Imagoeconomica
Editorialista Pier Luigi Cignoli

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