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Pasquale Napolitano, è un “giornalista professionista” dal 2016, professa la sua attività in prevalenza nel “segmento” politico presso “Il Giornale”. Ricordiamo che seguì con particolare attenzione le elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano nel 2018 che portarono alla vittoria il M5S e successivamente alla nascita del governo Conte 1. E non dimentichiamo la sua collaborazione con il settimanale “Panorama”.
Portano inoltre la sua firma le più importanti inchieste sul sistema di potere e lottizzazione nel M5S. Nel 2020 pubblicò il libro “Leader per caso” su Luigi Di Maio.
Fatta questa breve premessa una domanda ce la poniamo: “è vero che in Italia è a rischio la libertà di informazione?
Non rientra nella normalità che un “giornalista professionista” venga condannato a 8 mesi di “carcere” oltre ad una “multa” di 6.500 euro!
Il fattaccio però non fa eco in quanto “tale condanna” è stata inflitta ad un cronista rispettato e apprezzato come Pasquale Napolitano, che lavora presso “IL GIORNALE” , quotidiano di destra, e non certo a CHI invece presta la sua opera “giornalistica” alla sinistra denigrando il Governo Meloni, con accuse a volte infondate e spregevoli, con richiamo a presunte dittature, alla pubblicazione di immagini offensive e con Politici di destra a testa in giù ecc. ecc. in quanto tutelato e protetto!
Per la cronaca è bene ricordare i fatti: nel 2021 pubblicò su in sito con cui collabora e non su il “Il Giornale” un breve articolo finalizzato ad evidenziare che il Consiglio degli Avvocati del Foro di Nola, Comune campano, era paralizzato da “diatribe” tra correnti interne. Oggi, 14 maggio 2024, sono passati ben 3 anni, un Giudice monocratico del Tribunale di Nola ha emesso la “condanna al carcere” nei confronti di Pasquale Napolitano. Immediata la considerazione dell’evento: “Si può vivere in un Paese dove un giudice monocratico, di fatto un avvocato distaccato al ruolo di magistrato, può con tanta arroganza e leggerezza chiedere l’arresto di un giornalista per avere espresso un’opinione? È questa l’autonomia che i magistrati invocano, respingendo ogni tentativo di riformare un sistema evidente fuori controllo?
Come si comporterà la “POLITICA” di fronte a tale “assurda” situazione? Quale sarà la posizione che dovrà assolutamente prendere nei confronti dei “Magistrati”? Avremo risposte in merito? Oppure dobbiamo piegare la testa e accettare passivamente il “potere dell’opposizione” per cui solo la sinistra benefici di un salvacondotto perpetuo, alla libertà di insulto, mentre chi professa altri fedi possa o meglio debba essere giustamente “vittima” del primo giudice monocratico che passa?
O il concetto di libertà contempla anche questi vantaggi per alcune categorie? E poi, in fondo, per chi scrive per “Il Giornale” cosa sarà mai una condanna a 8 mesi?
Completo rirendendo quanto stamane ha pubblicato “Agenzia Nova“.
Il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Tommaso Foti, dopo aver appreso la notizia della “condanna” del cronista del “Il Giornale”, ha subito dichiarato: “Abbiamo apprezzato, in più occasioni, la competenza, l’attenzione e l’equilibrio sempre mostrati nell’attività professionale da Pasquale Napolitano, giornalista indipendente a prescindere. Non possiamo che esprimergli la più autentica solidarietà per la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti e che, trattandosi di un professionista non allineato al pensiero unico, ben poche preoccupazioni solleverà. Assistiamo ad una sinistra sempre scatenata a denunciare un inesistente bavaglio del centrodestra alla stampa, ma silente quando a essere condannato è un giornalista non appartenente alla propria area politico-culturale. L’augurio è che nei successivi gradi di giudizio sia annullata la condanna che ha colpito Pasquale Napolitano, riconoscendo la piena correttezza del suo operato”.
A cura di Pier Luigi Cignoli editorialista – Foto ImagoEconomica
Editorialista Pier Luigi Cignoli

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