Per non dimenticare.

Domenica 3 Dicembre nella splendida città di Firenze, si sono svolte una serie di manifestazioni a carattere politico dove alcuni “personaggi”, dal Senatore Salvini, al Senatore Renzi e al Sindaco Nardella hanno argomentato su diverse problematiche e con finalità diverse che coinvolgono il nostro Paese e l’attuale Governo Meloni.

Non voglio addentrami in tali specifici argomenti, già esposti e trattati negli “scritti” di ieri ma un particolare mi era sfuggito, forse troppo preso nella “foga” di attirare l’attenzione sui fatti e meno sulla spettacolarità degli eventi stessi.

Bandiere a parte, in tutta la giornata Firenze è stata “pennellata” dal canto di una canzone entrata a far parte della nostra vita e che i “sinistroidi e i Radical Chic” hanno attribuito “ai Partigiani” quale inno della liberazione, anche se l’origine di tale “motivo” discosta per data da tale storico evento.

A parte questo dettaglio, la cosa che dovrebbe far pensare e riflettere, riguarda la posizione “ferrea” della sinistra e in particolar modo del PD e della sua Segretaria Elly Schlein, che tanto si “battono” per far approvare la proposta del Ddl, Lgbt Zan, ovvero per il “trionfo del gender fluid” che tende ad annullare il distinguo maschile e femminile.

Pur motivati da tale “nuova” ideologia continuano a cantare imperterriti la canzone nella sua veste originale: “Una mattina mi sono alzato – O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciaoUna mattina mi sono alzatoE ho trovato l’invasor – O partigiano, portami via – Che mi sento di morir – E se io muoio da partigiano – O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao – E se io muoio da partigiano – Tu mi devi seppellir – E seppellire lassù in montagna – O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao – E seppellire lassù in montagna – Sotto l’ombra di un bel fior……. “

Che effetto farebbe se venisse non adattata ma formalizzata secondo il “gender fluid”? Bella, bello ciao? oppure bell* (asterisco)”

Lascio ad ognuno la “gioia” di provarci e di cantarla!

A cura di Pier Luigi Cignoli – Foto Imagoeconomica

Editorialista Pier Luigi Cignoli

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