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11/9 VENT’ANNI DOPO

Chi, tra coloro che l’hanno vissuto anche solo davanti ad un televisore, può dimenticare quanto avvenuto l’11 settembre del 2001? Diciannove attentatori che danno “l’assalto” all’America, la maggiore potenza mondiale, in casa propria, cosa che nessuno aveva mai messo in atto prima, neppure nel corso della seconda Guerra Mondiale. Quattro aerei dirottati, chissà se i soli, due fatti schiantare contro le Torri Gemelle, uno contro il Pentagono ed il quarto precipitato prima di raggiungere Washington, con obiettivo la Casa Bianca, oppure il Campidoglio …. quel volo, lo United 93, i cui passeggeri si sono ribellati ai dirottatori, anche a prezzo della loro vita, comunque ormai segnata.

Come dimenticare il fumo che usciva dalla Torre nord, mentre in diretta televisiva un altro aereo si avvicinava a grande velocità, virava, spariva dalla vista dietro la seconda Torre e poi quel bagliore di un altro impatto, mentre chi commentava non si rendeva conto immediatamente di quanto avvenuto ….
L’America era “sotto attacco“, attonita e sbigottita, mentre a Manhattan la gente guardava le Twin Towers dai cui piani alti usciva un fumo nero e dalle finestre spuntavano panni agitati, si chiedeva aiuto, ci si lanciava nel vuoto per sfuggire ad una morte tremenda, andando incontro, consapevoli, ad una morte non meno agghiacciante ….

Poche decine di minuti e le Torri crollavano, portando con sé quell’umanità che vi ci lavorava, poliziotti e pompieri accorsi per i soccorsi, in uno spettacolo drammatico quanto surreale …. quante erano le persone presenti in quei momenti all’interno delle Twin Towers?
Poi le notizie su di un nuovo attacco aereo, un altro velivolo si schiantava sul Pentagono, altri morti, altro sgomento, cui si aggiungeva poco dopo lo schianto in un’area della Pennsylvania dello United 93 …. era tutto finito, iniziava una nuova storia, un altro mondo …. e prendeva immediatamente forma la reazione americana …. così come le polemiche, i temi dei complottisti, alcuni inverosimili, altri ….

Troppe cose, troppi segnali, presi alla leggera, ignorati o addirittura agevolati? Solo voci o consapevole quanto tremenda superficialità? L’attacco pareva, nella sua preparazione e nell’attuazione, simile a quello giapponese alla base di Pearl Harbor, che determinò il coinvolgimento nella seconda Guerra Mondiale degli americani ….
A distanza di vent’anni i ricordi non si sono sopiti, anzi, il mondo continua ad essere alla mercè del terrorismo e, sostanzialmente, poco è cambiato; Al Qaida continua ad essere un pericolo costante e preoccupante, con i suoi “soldati” che si muovono nell’ombra, isolati e, all’occorrenza, pronti a riunirsi nuovamente per colpire, senza pietà.

Anche l’Isis è sempre viva ed anche i suoi adepti restano pronti a colpire in qualunque momento ed in qualunque parte del mondo, specie quello considerato il “nemico” da sottomettere, l’Occidente. Persino in Afghanistan tutto è tornato come allora, con i talebani che sono nuovamente al potere, proprio come vent’anni fa, a dare asilo a chiunque abbia come nemico l’America, l’Occidente, gli “infedeli”; vent’anni spazzati via in pochi giorni, cancellato tutto ciò (non molto a dire la verità) che poteva dare un aiuto ad un popolo poverissimo, cancellati tutti i diritti delle donne, delle bambine, costrette a vivere un’esistenza peggiore di quella degli animali. Intanto, negli Stati Uniti, l’11 settembre continua ogni giorno, con il tentativo di dare un nome ai poveri resti ritrovati nelle macerie delle Torri Gemelle; sembra impossibile che, dopo vent’anni, solo il 60% delle vittime abbia un nome, con i morti 1646 e 1647 riconosciuti, grazie a nuove tecniche, solamente in questi giorni, mentre sono più di 1.000 coloro che vengono ancora considerati come “dispersi”.

Non ci sono però solo le vittime dirette dell’attentato, ma anche tutti coloro che ne hanno subito e ne stanno subendo le conseguenze, conseguenze di carattere psicologico, ma pure alla salute; oltre centomila persone seguite dal World Trade Center Health Program, persone che si trovavano nell’area colpita e soccorritori, chi ha lavorato in quei luoghi anche nei giorni seguenti, quando la nube tossica ancora era presente.
Tumori, malattie polmonari ed all’apparato digestivo, hanno colpito almeno venticinquemila persone e sono in crescita, dato che le conseguenze si presentano anche nel lungo termine; anche lo stress post traumatico è monitorato capillarmente, dato che le polveri residuali contenevano elementi dannosi per il sistema nervoso, causa di diverse forme di demenza sfocianti nell’Alzheimer ….

Vent’anni sono passati, le ferite, le conseguenze, sono sempre lì a fare da monito, pur se viene da pensare che l’uomo spesso non sappia fare tesoro di quanto accade e forse è vero che il mondo da quel giorno non è più lo stesso, ma purtroppo tante cose non sono cambiate o, perlomeno, migliorate e questa è la tragedia che si somma a quella di quel giorno terribile, tremendo, impossibile da dimenticare da chi lo ha vissuto.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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