Dal 2021 fino al 2024 è stato sottoscritto un accordo sul welfare per il rinnovo CCNL dei metalmeccanici da Federmeccanica, Assistal con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.

Con questo accordo sono state apportate importanti novità per quanto riguarda i flexible benefit. Prima di conoscerle è però opportuno capire che differenza c’è tra i flexible benefit e i fringe benefit.

I flexible benefit, come suggerisce il nome, sono beni flessibili che l’azienda può erogare ai suoi dipendenti affiancandoli alla normale retribuzione.

Sono il frutto di una scelta aziendale, ma in alcuni casi possono essere inseriti all’interno di una contrattazione collettiva. Esempi di flexible benefit sono agevolazioni per l’iscrizione dei figli agli asili nidi, borse di studio, abbonamenti a trasporti, assicurazioni sanitarie, previdenza complementare e altro ancora.

I fringe benefit vengono invece erogati sotto forma di beni o servizi, e non di denaro. Sono definiti anche compensi in natura ed esempi perfetti sono tablet, cellulari, computer e auto aziendali concesse ai dipendenti aziendali ma anche abitazioni in affitto e buoni pasti.

Generalmente sono disciplinati in contratti individuali stipulati tra l’azienda e i dipendenti e di solito concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, quindi sono passibili di tassazione ma solo se l’importo supera i 258,23 euro.

Una volta comprese le differenze, concentriamoci sulle novità introdotte dall’accordo per i metalmeccanici che riguardano proprio i flexible benefit.

I metalmeccanici in Italia oggi sono circa un milione e mezzo, un vero esercito che, secondo i nuovi accordi, hanno diritto a 200 euro all’anno che possono spendere in beni e servizi.

Previste novità anche per le aziende che applicano il CCNL nell’industria metalmeccanica, chiamate a mettere a disposizione dei dipendenti questi strumenti di welfare fino al 2024.

Tali benefit restano a disposizione dei metalmeccanici fino al 31 maggio dell’anno successivo.

Il settore metalmeccanico, che può essere considerato una sorta di pioniere in ambito lavorativo, considerando che nel 2016 è stato il primo ad introdurre un CCNL in ottica welfare, continua a dimostrarsi particolarmente attento e ricettivo alle esigenze dei dipendenti.

L’obiettivo del welfare aziendale è creare condizioni di lavoro soddisfacenti e ideali per tutti, con ripercussioni positive sulla produttività dell’azienda.

I metalmeccanici infatti lavorano in un ambiente sereno, vedono aumentare considerevolmente il loro potere d’acquisto e si legano maggiormente all’azienda per la quale lavorano.

Si innesta così un circolo virtuoso, che migliora la qualità della vita dei dipendenti e permette all’azienda di costruire un’immagine di se stessa solida e vincente.

I flexible benefit sono indirizzati a due tipologie di persone: a chi ha un contratto indeterminato, compreso l’apprendistato, e a chi ha un contratto determinato a patto che abbia maturato almeno 3 mesi di anzianità di servizio durante ogni anno, anche se non consecutivi.

Poiché l’argomento è molto attuale e interessa una platea di utenti molto ampia, è possibile approfondire il discorso sull’articolo dedicato al welfare metalmeccanici 2022, dove vengono spiegate tutte le principali novità del settore.

La Redazione giornalistica – Foto Imagoeconomica

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