È Copenhagen, capitale della Danimarca, il luogo di partenza dell’edizione 2022 del Tour de France.
Una cronometro di 13,2 chilometri, sui lunghi rettilinei della città della Sirenetta, assegnerà la prima maglia gialla, che ha un nutrito lotto di pretendenti, a partire dal nostro Filippo Ganna, cui si aggiungono Van Aert e tutti gli specialisti della prova contro il tempo.
Tre giorni in Danimarca e poi si torna in Francia, dopo il primo giorno di riposo, che con il trasferimento così rilassante non sarà, ma aprire il Tour è gran cosa e quando c’è chi paga….
La Grande Boucle sconfinerà poi in Belgio e Svizzera, nel corso delle ventuno tappe e dei 3.353,4 chilometri del percorso; un Tour con tante montagne e, oltre a quella iniziale, con solo un’altra cronometro di 40,7 chilometri.
Percorso per scalatori, anzi, percorso per campioni veri ed altra sfida che difficilmente andrà oltre l’ennesimo scontro tra Pogacar e Roglic, certamente i più forti del lotto; questo naturalmente non significa che non ci sarà chi proverà a batterli, ma l’impresa appare alquanto impegnativa, se non impossibile.
Oltre alle difficoltà del percorso, c’è poi sempre l’insidia del Covid, che qualche vittima dell’ultima ora l’ha fatta (come il nostro Trentin), senza contare coloro che ne sono più o meno freschi reduci ed il cui rendimento è ancora più incerto.
Tour tutto da vedere dunque e come sempre da seguire, augurandoci che le tante montagne non finiscano per ridurre lo spettacolo a quei pochi chilometri in cui ci si gioca tutto, un po’ come accaduto già al Giro d’Italia, dato che la linea di confine tra spettacolo e delusione è sempre assai sottile.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Getty Image

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