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VIRUS CINA SALGONO I MORTI

È salito a 56 il bilancio delle vittime del coronavirus in Cina, dove secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità ci sarebbero circa 2mila persone infette. Dalla notte di sabato sono morte quindici persone e almeno 688 nuovi casi sono stati confermati, secondo la Commissione nazionale per la Salute. Dei nuovi decessi, 13 si sono verificati nella provincia di Hubei, quella di Wuhan, al centro dell’epidemia.

Il virus, simile alla Sars, ha fatto la sua prima vittima a Shanghai mentre, fuori dal Paese, si parla di un caso sospetto a Toronto, in Canada, e di un altro a Vienna.

Pechino ha annunciato un divieto temporaneo al commercio di animali selvatici. Intanto, la città di Shantou ha comunicato che, a differenza di quanto dichiarato dalle autorità in precedenza, non entrerà in regime di isolamento. Chiuso Disneyland a Hong Kong.

“Il numero dei malati può salire ancora”
L’allerta resta alta anche perché, ha detto il ministro della Commissione Nazionale della Sanità cinese, Ma Xiaowei, la capacità di trasmissione del coronavirus si sta rafforzando ed è possibile che il numero di persone infettate continui a crescere. “In termini di sequenza del genoma, si tratta di un coronavirus di nuovo tipo”, ha detto Ma Xiaowei, ammettendo che la conoscenza del virus è ancora limitata, ribadendo che è possibile che il passaggio all’uomo sia arrivato dagli animali selvatici e dicendo che non sono chiari i rischi posti dalla mutazione del virus. “Nei prossimi giorni – ha concluso – è possibile che l’infezione possa continuare” e che le misure di contenimento, come le restrizioni ai trasporti, la cancellazione di eventi e la chiusura di luoghi pubblici, siano intensificate.

A Vienna un caso sospetto
Il caso sospetto a Vienna riguarda un’assistente di volo cinese che il 24 gennaio è arrivata nella capitale austriaca e che nei giorni precedenti è stata a Wuhan. La donna si trova in isolamento nell’ospedale Kaiser Franz Josef dopo essere stata ricoverata con sintomi influenzali. “Non possiamo escludere che si tratti di coronavirus”, ha detto il direttore medico degli ospedali viennesi Michael Binder in una nota. Le analisi, che saranno effettuate all’Istituto di virologia dell’università di Vienna, sono attese entro 48 ore. Nel frattempo vengono controllate anche le persone che a Vienna sono state in contatto con l’assistente cinese prima del ricovero. “Non c’è motivo di preoccupazione, gli ospedali viennesi sono preparati al meglio a situazioni del genere”, ribadisce l’assessore comunale alla sanità Peter Hacker. (PLAGUE INC È L’APP PIÙ SCARICATA IN CINA – LE 4 DOMANDE SU NATURE – LO STUDENTE ABRUZZESE BLOCCATO A WUHAN – ILARIA CAPUA A SKY TG24: SIMILE A SARS)

Stop all’isolamento di Shantou
Le autorità di Shantou, nel frattempo, hanno precisato che il trasporto pubblico sarà temporaneamente sospeso, ma che “non avrebbero limitato l’accesso dei veicoli” o delle persone. La decisione, per la quale non è stata data nessuna spiegazione, è arrivata a poche ore dall’annuncio in cui le autorità affermavano che l’ingresso nella città di 5,6 milioni di persone, a 1.100 chilometri a sud di Wuhan, sarebbe stato vietato. Stop agli autobus a lunga percorrenza anche a Shanghai, dopo la decisione analoga di Xi’an, Pechino e Tianjin.

Pechino vieta il commercio animali selvatici
La decisione di Pechino di vietare il commercio di animali selvatici è legata all’ipotesi che l’epidemia di coronavirus sia stata generata in un mercato che li vendeva come cibo. L’allevamento, il trasporto o la vendita di tutte le specie di animali selvatici è vietato “dalla data dell’annuncio fino alla fine della situazione epidemica nazionale”, si legge in una direttiva congiunta di tre agenzie di alto livello, tra cui il ministero dell’Agricoltura.

I rimpatri di PSA e Stati Uniti
Nel frattempo, come annunciato, gli Stati Uniti si stanno organizzando per evacuare i propri connazionali da Wuhan. Il volo partirà martedì e porterà i passeggeri a San Francisco, ha scritto il dipartimento in una e-mail indirizzata agli americani in Cina, avvertendo che lo spazio per i privati cittadini sarà limitato: “Se non ci sarà posto per tutti, verrà data priorità agli individui a maggior rischio di coronavirus”. Chi ha già rimpatriato i propri dipendenti è invece la casa automobilistica francese PSA, che produce i marchi Peugeot e Citroen. L’evacuazione – ha fatto sapere la Psa in una nota – è stata “attuata in piena collaborazione con le autorità cinesi e il consolato francese” e ha coinvolto 38 persone formate da membri dello staff e dalle loro famiglie che lavorano a Wuhan regione. Sarebbero stati messi in quarantena nella città di Changsha, a circa 300 chilometri da Wuhan, prima di essere autorizzati a tornare “nei loro Paesi di origine”, ha dichiarato la società.

Chiude Disneyland a Hong Kong
E, dopo quello di Shanghai, ha sbarrato le porte anche il Disneyland di Hong Kong. Lo ha annunciato la società di gestione precisando che la chiusura, in atto da oggi, durerà fino al giorno seguente a quello in cui le autorità dichiareranno conclusa l’emergenza virus. “Come misura precauzionale in linea con gli sforzi di prevenzione in atto a Hong Kong, stiamo temporaneamente chiudendo il parco Disneyland di Hong Kong per motivi di salute e per la sicurezza dei nostri ospiti e dei membri del cast”, ha dichiarato il parco in una nota.

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