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USTICA: IL MURO RESTA DI GOMMA

Sono passati 37 anni e ancora non c’è nessuna risposta.

Cade un aereo a Ustica, un DC- 9 Itavia I-TIGI, partito da Bologna e diretto a Palermo, con 81 persone a bordo (77 passeggeri e 4 persone dell’equipaggio, tutti morti), e ancora oggi, dopo quasi quarant’anni da quel 27 giugno 1980, non si conoscono bene le reali cause di quel disastro. Uno dei tanti misteri italiani, una delle tante pagine di storia che non avremmo mai voluto raccontare, mai! Ma cosa è successo la sera di quel venerdì 27 giugno 1980? Chi è stato ad abbattere quel DC-9? Si è parlato di un errore militare, un missile francese che avrebbe dovuto centrare un aereo con a bordo il generale della Libia Gheddaffi. Ancora prima si era parlato di un atto terroristico, ovvero di una bomba (un ordigno esplosivo nella toilette del velivolo), e non solo, perché anche un cedimento strutturale dell’aereo poteva essere la causa del disastro.

Tre le nazioni tirate in ballo: Francia, Libia, Stati Uniti e mettiamoci pure l’Italia. Tante le ipotesi, ma reale nulla, tranne i morti e i parenti di quelle vittime che aspettano, da un tempo inimmaginabile per tutti, figuratevi per chi ha perso una persona cara, giustizia e soprattutto verità. Un muro di gomma (come il titolo del film diretto da Marco Risi del 1991, proprio sulla strage di Ustica), che anche noi italiani abbiamo contribuito ad alzare. Un muro fatto di omertà, di cose non dette e altre lasciate al caso, in maniera approssimativa e per certi versi anche un po’ vigliacca. Un muro che è stato alzato anche dai vertici militari italiani o almeno parte di essi che hanno preferito andare a processo per alto tradimento (circa 80 persone), piuttosto che dire la verità. Cosa c’era e cosa c’è, ancora nel 2017, che noi italiani non dobbiamo sapere su quell’incidente? E’ stato un incidente oppure l’aereo era un vero e proprio obiettivo? Ma il reale obiettivo di chi e perché? Domande che continueranno a rimanere senza risposta. Oggi, 27 giugno 2017, sono passati esattamente 37 anni, e in questo arco di tempo non siamo riusciti a ottenere ancora una risposta. Domandare è lecito e rispondere è cortesia, ma quando sia hanno sulla coscienza ben 81 morti, rispondere ed essere onesti è l’unica cosa che conta davvero!

A cura di Nicola Luccarelli

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