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RON: DALLA E QUEL DISCO CAPOLAVORO

“Ognuno di noi ha un angolo riservato per scrivere, per lui andava bene ovunque, bastava che fosse per terra” così Ron ricorda l’amico Lucio Dalla, protagonista con l’omonimo album della prima puntata della nuova stagione della produzione originale Sky Arte ’33 Giri – Italian Masters’, al via dal 20 novembre ogni mercoledì alle 21.15 (canale 120 e 400 di Sky), dedicata ai migliori dischi della musica italiana.

A celebrare il disco uscito nel 1979, Ron e Maurizio Biancani che al mixer dell’Angelo Studio di Garlasco ripercorrono i momenti della creazione dell’album con toccanti inserti della voce di Dalla e un’emozionante reinterpretazione di Anna e Marco eseguita alla chitarra dallo stesso Ron. Nella puntata anche le interviste ai musicisti che hanno collaborato con Dalla, Ricky Portera e Giovanni Pezzoli, realizzate proprio a Lo Studiolo di Bologna (il luogo di Lucio Dalla), e un’esibizione esclusiva di Tango di Luca Carboni e Bruno Mariani.

“Eravamo felici mentre facevamo questo disco – racconta oggi Ron – capivamo che Lucio era lì lì per scoppiare e ce ne accorgevamo ogni giorno, anche se lui non aveva ancora finito le sue canzoni e ogni tanto si buttava per terra e scriveva, ma c’era un’aria bella, gloriosa, si capiva che stava nascendo un capolavoro”. Nel lavoro di Sky Arte tanti dettagli tecnici: “ci siamo accorti che un sacco di gente che non sa nulla di come si fa un disco è interessatissima e questo – dice Ron ci rende felici”, ma anche tanti aneddoti: “arrivavano le zoccolate di Lucio – ricorda l’amico – quando uno sbagliava”.

Riascoltare l’album di 40 anni fa è anche andare indietro nel tempo: “abbiamo cominciato a lavorare da subito con Lucio quando mi fece sentire ‘Occhi da ragazza’, che dovevo cantare io a Sanremo ma fu bocciata, poi la cantò Morandi e fu un successo. Ci conoscemmo lì e con Lucio ho collaborato in maniera strepitosa: scriveva i testi delle mie canzoni finché non mi disse ‘adesso cominci a farteli te’ e io a momenti svenni. E’ stata una bella zoccolata che però – conclude Ron – è servita”.

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