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RIMANGONO POCHI GIORNI STAMPARE LA LIRA

L’Europa è disunita, l’Olanda addirittura con la sua fiscalità interna cerca di spaccarla. Eppure il coronavirus, la pandemia mondiale paragonabile ad una guerra che trasmette ansia, paura ma anche fobia, dovrebbe unire i popoli e non dividerli.
L’Ue dovrebbe essere un grande Stato, invece, pare di capire che nonostante una grandissima emergenza, l’Europa è assente, è come un morto che cammina, allora se siamo arrivati a tanto e meglio che muoia per il coronavirus.

Debito per debito, meglio lasciare Bruxelles e tornare a stampare la nostra moneta. L’Italia è un grandissimo paese e proprio nel periodo più difficile per aver superato l’ultima guerra con gli eroi tricolori caduti al fronte o nei propri paesi sotto le bombe naziste, è diventa attraverso la sua ricostruzione la quinta potenza del Mondo.

Certo ora ciò che conta è quello di salvare più donne e uomini possibili, ma le città esistono perchè ci sono vive le persone, per questo non si può a rimanere ad essere incatenati dagli Stati membri. La zecca dello Stato tenga acceso il “motore” delle rotative per rimettere sul nostro mercato interno la nostra valuta.

L’Italia ha tutto, persone che si sono fatte da sole, che non si sono laureate a prescindere e che attraverso la terra, le sue coltivazioni, la sua cucina, le sue bellezze, il turismo ha saputo emergere, vivere con dignità e convivere.

Non c’è molto tempo da perdere perchè tutte le imprese, di qualsiasi dimensione non potranno sapere quale sarà il loro futuro, siamo in mezzo al far-west, in un abbandono totale, in una grande impotenza. Siamo tutti spaventati.

Proviamo a superare questa fase con o senza e più grandi economisti, alla Mario Draghi, ma anche con i nostri contadini, artigiani, uomini di grande inventiva e robustezza.

Forza Italia, il Mondo ti invidia. Ancora una volta dimostrerai quanto sei cercata e bella…. c’è ancora un dopo da scrivere e intanto iniziamo a farlo comprando solo i nostri prodotti nazionali…

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Marco Iorio

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