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PERICOLO IN AGGUATO

Internet ha certamente portato grandi vantaggi, sotto molteplici aspetti, nella nostra vita; basti pensare a quanto tempo e quanto lavoro occorreva relativamente all’informazione, quando per attingere alle notizie dovevi attendere comunicati oppure televisione e giornali, mentre oggi basta un secondo per riuscire a conoscere quanto succede in ogni angolo del mondo.

Certo, bisogna anche mettere in conto che non tutto quello che passa (e va) è giusta informazione, perché i dettagli, l’approfondimento, dovrebbero seguire la notizia, anche se la tendenza è quella di “controllare” poco la veridicità e l’appropriatezza di quanto viene diffuso.

Questo però è un aspetto che fondamentalmente ognuno di noi può gestire a proprio piacimento, perché ci si può tranquillamente limitare alla prima notizia, così come entrare nei particolari per saperne di più; in fondo le fake, o le notizie diciamo, “manipolate” sono una cosa sempre esistita e per accorgersene basta leggere tre fonti diverse relativamente allo stesso argomento, cosa quindi facilissima.
Quello che invece è difficile, è il controllo degli scambi di messaggistica tra persone, siano essi fatti attraverso la rete telefonica piuttosto che sui social; la cosa effettivamente finisce per diventare pericolosa, perché come non pensare ai mille pericoli che si celano nell’ombra di scambi dove è facilissimo occultare generalità ed intenzioni?

Un problema assai pericoloso è, ad esempio, quello della pedofilia, piaga non solo dei nostri tempi, ma che oggi, senza un controllo capillare della rete, ha la possibilità di prosperare con danni inimmaginabili; vero che il problema non nasce con internet, e basti pensare a quante persone non sospette e teoricamente distantissime dalle “tentazioni” della carne, siano state e siano coinvolte in fatti tenuti confinati nel silenzio assoluto per decine e decine di anni.

Certo con il prosperare dei social, dell’utilizzo della telefonia mobile, oggi è davvero facile cadere nella rete di singole persone o, peggio, di organizzazioni che della pedofilia hanno fatto una fonte di lucro incredibilmente elevato e prospero, quanto diffuso.

Cosa fare dunque per proteggere i nostri figli da questi pericoli? Cosa può (e deve) fare chi gestisce la rete? Intanto non smettere di controllare, assiduamente e capillarmente, perché senza questo diventa impossibile tentare di fermare questa piaga; così come bisogna seguire ed istruire ragazzi e bambini relativamente ai pericoli cui vanno incontro chattando quotidianamente, perché i modi ed i tentacoli dei pedofili sono sottili, avvolgenti, suadenti, quanto tremendamente pericolosi.
Dicevo che anche, se non soprattutto, i gestori della rete devono porre in atto controlli capillari, essere meno indulgenti relativamente ai comportamenti ed al linguaggio di ciascuno e se devono essere dei logaritmi i “deputati” alla sorveglianza, ebbene, sarebbe ora di fare di più e non affidarsi solo alla virtualità.

Non sono un frequentatore di social, per quanto ritenga possano essere utili se adeguatamente utilizzati, ma capisco che possa essere arduo gestire le problematiche di un movimento e scambi così capillarizzati, però ritengo allo stesso modo che occorra un’informativa più trasparente ed una maggiore consapevolezza dei pericoli da parte di tutti, specie degli adulti, dei genitori, proprio per evitare problemi e per fare eventualmente emergere singoli o organizzazioni che possono nuocere gravemente a chi è indifeso.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Fotolia

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