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PALLONE E VIRUS

Di una solo cosa può avere certezza il granello che rappresenta il mondo del pallone in quella che oggi è un pianeta Terra squassato dal Coronavirus: che nessuno ha la minima idea di quando finirà!!!

Fare quindi previsioni è ancora meno facile che tirare i dadi cento volte ed ottenere sempre e solo dodici, potendo unicamente sperare che i provvedimenti presi (ammesso e non concesso di seguirli) riescano nel minor tempo possibile a fermare la diffusione del Covid-19, che ormai nessun angolo ha lasciato intatto.

Certo, si discute sul come finire i Campionati, assolutamente entro il 30 giugno, data in cui scadono contratti e prestiti, anche in ambito internazionale; si cercano soluzioni che abbiano il minor impatto possibile anche sotto l’aspetto economico, che specie nel nostro Paese è ad un livello disastroso, con almeno metà della Serie A oltre l’orlo del fallimento, per non parlare delle serie minori.

Si sente di tutto in questi giorni e naturalmente si litiga, perchè è sempre la solita storia: il proprio orticello è l’ombelico del mondo e giammai si trova qualcuno disponibile a rinunciare a privilegi dati per assodati.
A mio parere c’è poi anche un’ulteriore considerazione da fare, e cioè quella relativa ai calciatori colpiti dal Covid-19; che siano pochi i casi di cui abbiamo contezza ci fa indubbiamente felici, ma il dubbio che siano davvero “solo” questi rimane.

Il Valencia ha mezza squadra “unta” e dell’Atalanta nessuno ha il minimo problema?
Ripeto, c’è da esserne contenti in assoluto, però i calciatori atalantini sono in quarantena e nessuno li ha sottoposti al tampone del caso? Non sarà che con il calcio fermo è meglio non divulgare troppe notizie ed eventualmente sperare che da qui a poche settimane tutti siano tornati in piena salute?

In fin dei conti il calcio è contatto fisico e vuoi che le famose particelle che volano nell’aria non finiscano addosso a chiunque? non sono complottista, ma un po’ il calcio lo conosco e non mi stupisco di nulla quando si tratta di pallone.
Tempi assolutamente impossibili da stabilire, così come quelle che saranno le ricadute economiche sono oggi avvolte in una nebulosa inestricabile, con l’enorme preoccupazione di addetti ai lavori che potrebbero rimanere senza lavoro; impensabile che si possa mantenere il tenore attuale di un mondo che incassa 100 e spende il doppio, ed occorrerà una riforma del calcio che tutti i Presidenti Federali degli ultimi decenni hanno auspicato, a nessuno è mai stato in grado di attuare.

Un po’ come, politicamente parlando, attuare una riforma fiscale seria ed allo stesso modo combattere l’evasione fiscale, chiacchiere, solo chiacchiere, che poi si trovano di fronte i mille rivoli contrari, le mille obiezioni di chi guarda e fa i proprio interessi; il pallone non è diverso, occorrerebbe ridimensionare il numero delle formazioni con un taglio deciso, buttare meno soldi nei contratti di questo e quel presunto campione ed invece di cosa si discute?
Della prossima Serie A a 22 squadre? Ma allora non abbiamo davvero capito un bel ca..o di nulla! Andiamo!!!

Proprio oggi è anche il giorno della riunione dell’EUFA, la “sonnecchiosa” UEFA, che riesce ad avere tempi biblici, persino più lunghi di quanto ci metta a dire la sua il Presidente dell’Asso calciatori, Tommasi, un altro che sarebbe bello capire quale funzione ha ed a che cosa serve… Ma teniamo tutti e vuoi che non ci sia una bella poltrona comoda ed imbottita per lui?

I soloni dell’Europa riguardo alle Coppe che decisioni prenderanno visto che’Europeo giustamente sarà rinviato nel 2021!
Sono momenti caotici, e non può essere diversamente, con la possibilità che tutto salti perchè una, due, tre settimane, uno, due, tre mesi, sono solo termini numerici e non scadenze definite.

Per continuare, domani, a vivere in questo mondo dorato (ma non tutto, anzi), sarà necessario che anche i calciatori si diano una decisa ridimensionata (pur se fino a quando saranno rappresentati da cotanti rappresentanti la vedo dura), che al loro posto nessuno di noi sarebbe disposto ad accettare, ma che potrebbe anche portare alla fine di un certo calcio; in molti anelano la nascita di un nuovo torneo sullo stile NBA?

Auguri, perché da quante formazioni sarà composto l’elenco delle partecipanti?
Bella domanda?
Direi domanda fondamentale, perché è vero che comandano i potenti, ma poi con chi si fa la campagna acquisti?
Scambiando un centravanti di quarantacinque anni, per un difensore ed un centrocampista, entrambi vicini alla sessantina?

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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