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NASA PIU’ VICINI ALLA LUNA

Dopo i test a terra la Nasa ha condotto con successo anche un test in volo del Launch Escape System (Les) della navicella Orion, mostrando come la capsula equipaggio riesca ad allontanarsi dal razzo anche durante l’ascesa, a piena velocità. Un ulteriore importante step nella realizzazione del programma Artemis, che intende riportare l’uomo sulla Luna “questa volta per rimanerci”. Il lancio, denominato Ascent Abort-2, è avvenuto dallo Space Launch Complex 46 di Cape Canaveral ed è stato effettuato con una versione test del modulo equipaggio dell’Orion montato su un razzo Peacekeeper modificato, fornito dalla US Air Force e costruito dalla Northrop Grumman.

La navicella Orion ha raggiunto l’altitudine di sei miglia sperimentando le previste condizioni di elevato stress aerodinamico durante l’ascesa. Successivamente è stata innescata la “sequenza di aborto” che in pochi millisecondi ha provocato l’accensione dei razzi ausiliari che hanno allontanato il modulo equipaggio dal razzo. Un motore per il controllo d’assetto ha quindi orientato la capsula nella giusta posizione di discesa ed è stato rilasciato il modulo equipaggio per il successivo atterraggio nell’Oceano Atlantico (in questa occasione senza paracadute).

Sono infine stati recuperati i 12 strumenti per la raccolta dati di bordo espulsi durante la discesa della capsula, che verranno analizzati per ottenere ulteriori informazioni sulle prestazioni del Launch Escape System. “Stiamo costruendo il missile più potente al mondo per inviare gli astronauti sulla Luna con la navicella Orion, per le missioni Artemis”, ha dichiarato Bill Hill, vicedirettore associato dell’Exploration Systems Development della Nasa. “Attraverso questo sistema di esplorazione progettato per trasportare in sicurezza gli esseri umani più lontano che mai, avremo anche un altrettanto potente sistema di interruzione del lancio che allontanerà l’equipaggio in caso di problemi al razzo durante la prima dase dell’ascesa”.

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