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MODESTO SALUTA E VA

Quante ore sono passate dalla conferma di mister Modesto, con parole e musica di Daniele Martini? Ma l’allenatore calabrese non era al centro del progetto pluriennale per risollevare il Cesena, sempre con parole e musica di Martini?
Per chi non lo ricordasse (a volte la memoria fa qualche scherzo), le parole sono state pronunciate da Martini il 24 scorso, alla presentazione del neo acquisto bianconero Salvatore Caturano; poi è vero che c’è stata la trasferta di Trieste ed un 1-4 brutto a vedersi e da digerire, però…

Però basterebbe andare un po’ più indietro nel tempo, a quando il Cesena stava fallendo giusto per dare un’idea di quando, e riavvolgere il nastro delle interviste di Martini, che escludeva il Martorano sarebbe stato “scelto” per far rinascere il Cavalluccio agonizzante, che una volta morto e sepolto è rinato da chi?
In ogni caso, il tempo di Modesto a Cesena era finito da tempo, anzi probabilmente non è mai nato, non è mai scattata quella “reazione chimica” necessaria a unire il mister non solo con la squadra, ma anche con tutto quello che circonda una formazione calcistica, con l’ambiente bianconero.

Può essere che Modesto ed il Cesena si siano incontrati troppo presto, che sia mancata ad entrambi l’esperienza di percorrere insieme un cammino certo non facile, ma comunque su una piazza esigente ma anche calda, appassionata ed disposta a perdonare ben più di un errore.

Adesso vedremo chi arriverà, chi tra i tanti nomi in circolazione avrà l’onore e l’onere di condurre il Cesena quantomeno alla salvezza; certo servirà cambiare rotta, servirà qualcuno che abbia esperienza e sappia infondere tranquillità ad un gruppo troppo spesso in balia delle onde, qualcuno che faccia giocare chi merita, senza guardare la carta d’identità ed i bonus finanziari troppo spesso inseguiti con formazioni e sostituzioni a capocchia.

Perché il Cesena raggiunga la salvezza occorrono raziocinio e piedi per terra, occorrono idee e la capacità di esternarle e svilupparle, da parte di tutti, in primis dai Dirigenti, che hanno già sbagliato una volta; la seconda sarebbe probabilmente fatale, quindi pensino bene a quello che decidono e, se possibile, senza giravolte inutili quando non dannose.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Rega

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