TOP Header adv (728×90)

MAY RISCHIA LA BOCCIATURA

La Camera dei Comuni ha approvato una mozione di censura promossa dal Labour contro il governo Tory di Theresa May per la mancata pubblicazione integrale del parere legale sull’accordo di divorzio dall’Ue raggiunto dalla premier con Bruxelles.
Secondo la mozione, l’esecutivo ha commesso “oltraggio” nei confronti del Parlamento, limitandosi a rendere nota ieri una sintesi del parere dopo essere stato costretto nei mesi scorsi – sulla base di un precedente voto della Camera – a impegnarsi a pubblicarne i contenuti.
La mozione è passata con 311 sì e 293 no. Il governo, per evitare l’umiliazione, aveva tentato di dirottare la questione in extremis allo Standards and Privileges Committee, la commissione parlamentare che si occupa di regolamenti e norme di comportamento, ma il suo emendamento era stato bocciato nel pomeriggio di misura con 311 voti contro 307, a conferma di una maggioranza al momento inesistente.

L’approvazione ora impone la pubblicazione integrale, ma il governo si è riservato di farlo dopo un passaggio entro domani di fronte allo Standards and Privileges Committee sugli aspetti confidenziali e di potenziale impatto sulla sicurezza nazionali contenuti nella documentazione richiesta. I Comuni hanno approvato un nuovo emendamento ‘anti-governativo’ (321 sì, 299 no), in apertura del dibattito sull’accordo raggiunto sulla Brexit da Theresa May con Bruxelles e destinato ad andare al voto l’11 dicembre.

Il testo, promosso dal dissidente Tory Dominic Grieve col sostegno dell’opposizione laburista, lega di fatto le mani all’esecutivo in caso di bocciatura dell’intesa presentata dalla premier, attribuendo al Parlamento voce in capitolo su qualunque opzione successiva. E di fatto potere di veto su un ipotetico ‘no deal’.

Theresa May tira dritto nonostante le sconfitte preliminari al dibattito sull’accordo sulla Brexit subite oggi ai Comuni e torna a invocare il via libera dei deputati alla ratifica l’11 settembre. Introducendo la discussione, la premier Tory accetta numerose interruzioni, continuando a difendere il suo accordo come il migliore possibile “nell’interesse del Paese”. “Il popolo ha votato e il nostro dovere è attuare la Brexit”, ribadisce fra l’altro in risposta a chi torna a evocare un secondo referendum. Approvare l’accordo di divorzio dall’Ue significa “rispettare” il risultato referendario di due anni e mezzo fa, restituire al Regno Unito “il controllo” della sua sovranità e “riunire il Paese”.

Così Theresa May aprendo stasera ai Comuni il dibattito sulla ratifica dell’intesa, in vista del voto dell’11 dicembre. La premier ha ripercorso la storia del legame mai facile con l’Ue ricordando come sia sempre dipeso dalla “volontà popolare”, fino al mandato per la Brexit – ha ricordato – espresso dagli elettori nel referendum del 2016. La Gran Bretagna ha la possibilità di revocare la Brexit in modo unilaterale sino alla data di conclusione dell’accordo di divorzio. Sono le conclusioni dell’avvocato generale della Corte Ue Campos Sanchez Bordona relative alle domande di chiarimenti rivolte alla Corte di giustizia europea da parte un tribunale scozzese, in seguito alla richiesta di diversi membri del parlamento scozzese, del parlamento britannico e del Parlamento europeo.

Articoli correlati

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *