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MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU?

Festival di Venezia: Cinema d’autore: ma non dovevamo vederci piu’?
Cosa resta dei Festival

Ed eccoci tornati dalle vacanze, e pronti a immergerci nel Festival di Venezia. Dieci giorni di full immersion totale nei film per tutti coloro che arrivano al Lido, siano essi giornalisti, addetti ai lavori o spettatori.
Giorni di proiezioni, eventi, interviste e glamour da red carpet che fanno quasi perdere il contatto con la realta’ esterna.
Di tutto quanto il Festival presentera’ ci sara’ una copertura capillare sui media, sia quelli tradizionali come TV e giornali, che i new media come i siti Internet, per non parlare dei social, che sono diventati una cassa di risonanza ormai imprescindibile.
Un’overdose di informazione che puo’ stordire e disorientare il lettore, ma che rende bene l’idea della forza attrattiva che sa suscitare anche oggi il magico mondo del cinema.
Sono giorni in cui sembra che il grande schermo sia di gran lunga la forma di intrattenimento piu’ ricercata dal pubblico, unica e invincibile.

Poi, però, le luci si spengono, i festival finiscono, le star si disperdono nei nuovi set che li vedono protagoniste.
L’eredita’ importante che lasciano gli appuntamenti come quelli di Berlino, Cannes e Venezia sono i film…e non e’ poco!
Ecco quindi il nostro compito: mantenere vivo quello che un Festival come la 76 Mostra del Cinema di Venezia ci fa vedere.
Ci attende infatti una nuova entusiasmante stagione cinematografica!
A questo proposito, quest’anno a Venezia, e’ tornato il Cinema d’Autore.
Sono decenni che i piu’ raffinati intellettuali cantano la fine dell’autore, al cinema e non solo, in quanto divorato da un industria culturale sempre piu’ collettiva, dove la singola voce “poetica” del cineasta sarebbe stata definitivamente messa in soffitta dal trionfo del ruolo produttivo.
E invece no!
Ed è così , che di passaggio dal Lido di Venezia , mi imbatto nell’anteprima di “MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI” tratto da un best-seller pubblicato nel 2016 da Einaudi nel quale il diciottenne Giacomo Mazzariol ha raccontato il suo rapporto con il fratello Giovanni, affetto dalla sindrome di Down.

La sua storia di formazione e di amore fraterno arriva
a Venezia, nelle giornate degli Autori adattata dall’autore stesso con l’esperto Fabio Bonifacci e diretta dall’esordiente Stefano Cipani.
Jack ha 5 anni e aspetta da sempre un fratellino con cui giocare. Quando nasce Gio’ “con gli occhi come i cinesi del bar dei cinesi” , nota subito,i genitori gli spiegano che il piccolo e’ “speciale”, e Jack si convince che sia un supereroe. Crescendo, scopre pero’ che quel cromosoma in piu’ rende Gio’ speciale in maniera diversa, e man mano comincia a vergognarsi dei comportamenti bizzarri del fratello, tanto da nascondere agli amici la sua esistenza.
In un percorso di avventure e complicita’, Jack dovra’ imparare a entrare nel mondo di Gio’, e ad amarlo per quello che e’, ingenuo e geniale al tempo stesso.

I protagonisti sono quasi tutti under 18, ma il cast adulto e’ d’eccezione: Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese interpretano i genitori, mentre l’attrice spagnola Rossy De Palma, musa di Almodovar, regala il cameo di una zia fuori dagli schemi.
Il tono e’ lo stesso del romanzo: tenero, schietto e poco edulcorato.
Mazzariol, oggi 22enne e gia’ cosceneggiatore della serie Baby di Netflix, porta intatto il suo messaggio anche sul grande schermo: amare oltre le apparenze e superare gli stereotipi di cio’ che consideriamo “normale”.
Da vedere assolutamente!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Images

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